Nel Pdl spunta un’ipotesi di mediazione: un nuovo ufficio di presidenza e sostegno al governo

Un nuovo documento in cui si mettano nero su bianco i nomi dei due coordinatori (uno per corrente) che abbiano poteri di firma sulle liste a tutti livelli. E poi ribadire che tutto il partito farà battaglia fino alla fine contro la decadenza, ma che la partita va scissa dalla tenuta del governo che non deve essere messa in discussione. Sarebbe questa, secondo indiscrezioni, la proposta fatta da Angelino Alfano a Silvio Berlusconi nel corso del vertice ieri sera a palazzo Grazioli. Un incontro – spiegano – che non si sarebbe concluso con una decisione, ma con la riserva del Cavaliere che avrebbe detto ad Alfano di voler parlare di nuovo con i lealisti prima di trarre una sintesi. Non è quindi escluso un nuovo giro di incontri a palazzo Grazioli. Se la mediazione andasse in porto, raccontano, si dovrebbe convocare un nuovo ufficio di presidenza (domani) per redigere un documento condiviso da portare al Consiglio Nazionale ed evitare la frattura. La strada però è tutt’altro che semplice ecco perché i governativi non sono così convinti che alla fine si riesca ad evitare la frattura. In caso l’ex premier decidesse di andare avanti senza ascoltare le richieste dei governativi, questi ultimi sarebbero pronti a disertare il Cn: non andiamo – spiegano – ad un’assemblea che si trasforma in un plotone di esecuzione contro di noi. I giochi sono dunque ancora aperti. Tra i governativi poi c’è chi spinge, nel caso di una rottura definitiva, verso la creazione di nuovi gruppi. Se si diserta il Consiglio Nazionale – viene spiegato da alcuni di loro – dobbiamo comunque dare un segnale.