Mentre Scalfari “scomunica” Grillo un libro rivela che Bersani, per portarlo con sé, cercò pure il suo dentista

È iniziata «l’invasione degli Ultrascalfari». Volano stracci tra Beppe Grillo e il fondatore di Repubblica che nel fondo di domenica ha scritto, riferendosi alle elezioni europee di maggio: «Se vince Grillo, il Paese va a rotoli» e ha definito i cinque stelle un movimento di destra, xenofobo e qualunquista e considera la sua strategia in tema europeo fotocopia di quella «usata dal Fronte nazionale francese della Le Pen». Lo stile esagerato di Grillo nella replica a Eugenio Scalfari non si smentisce: «Il Sistema manda avanti i suoi cani da combattimento senza alcun pudore». Si tratta dell’«articolo delirante di un pennivendolo», scrive sul blog, decretando il “confino” ai giardinetti pubblici dell’anziano giornalista: «Pronto per la panchina al Pincio assieme a De Benedetti e Napolitano». All’invasione degli alieni, «notizia diffusala sera del 30 ottobre del 1938 dalla stazione radiofonica statunitense Cbs credettero sei milioni di persone» sbertuccia Grillo –  a Scalfari non crede neppure più De Benedetti».

Fin qui il “colore”. Ma la “scomunica” dei grillini da parte del guru Scalfari merita attenzione proprio ora che un instant-book, Giorni bugiardi, di Stefano Di Traglia e Chiara Geloni ricostruisce tasselli molto illuminanti del corteggiamento spietato del Pd di Bersani al comico genovese nel tentativo di formare il governo. I due autori sono stati i più stretti collaboratori dell’ex segretario e il libro ricostruisce il periodo che va dalle primarie Pd del 2012 al dopo elezioni del febbraio scorso. «In Liguria si cercarono contatti a tutto campo, anche il senatore a vita Renzo Piano è della partita», leggiamo sulla Stampa, che riporta la notizia dell’uscita del libro. La ricerca dei “pontieri” del Pd arrivò anche al punto di «parlare col dentista» di Grillo per tentare una mediazione, arrivare a un punto di incontro. Non c’è che dire, da alleati “oggetto del desiderio” si passa con disinvoltura a considerare i cinque stelle pericolo pubblico per l’Europa nel Vangelo secondo Scalfari. La confusione nel Pd di certo non fa notizia.

Più interessante constatare come anche il fondatore di Repubblica cada nella tentazione – in cui sono caduti in molti- di inserire Grillo in uno schema riconoscibile, o i qua o di là. Scalfari ora definisce il M5S come «destra xenofoba», ma è da quando è in campo che si è cercato di etichettare il movimento come di destra o di sinistra. In realtà, come ogni movimento, Il M5S contiene istanze più o meno coincidenti con l’una o con l’altra sponda politica. Le etichette tradizionali sono insufficienti a cogliere il tipo di protesta ad ampio spettro che i grillini interpretato molto scompostamente. Le analisi politiche dovranno essere via via più sofisticate e complesse se si vuole capire meglio, oltre i botta e risposta più o meno coloriti.