Alfano-Fitto, prosegue il duello a distanza: «Io lavoro per l’unità». «No, Angelino vuol fare la festa a Silvio»

«Non siamo noi, ma altri a cercare la rottura nel Pdl. Lo dimostra la grande mole di dichiarazioni offensive che ho ricevuto dopo l’intervista al “Corriere” in cui parlavo di unità». Angelino Alfano s’è mostrato molto irritato per gli attacchi ricevuti da Raffaele Fitto, durante la riunione serale con i “governativi”, che ha preceduto il vertice di Palazzo Grazioli con Berlusconi. È l’ultimo atto del duello a distanza con i cosiddetti “falchi” berlusconiani che precede il consiglio nazionale del Pdl di sabato prossimo, in un’altra giornata di appelli all’unità dai dialoganti, Gasparri in testa, e di fughe in avanti di chi cerca di seminare zizzania. Alfano ha rivendicato, con i suoi fedelissimi, tra cui i ministri, l’obiettivo di aver rinviato la decadenza di Berlusconi fino a fine novembre: «Questo non è certamente merito dei falchi. E noi continuiamo a sostenere che Berlusconi sia vittima di un’ingiustizia». «Quando ho detto che non vogliamo rovinare la festa di sabato voglio dire che sabato deve essere una festa perché Berlusconi la merita. Se altri vogliono trasformarla in filmati da lasciare su Youtube facciano pure ma non è quella la nostra idea di festa fondativa, non è quello di un partito che decide in base al filo di fuoco delle agenzie il suo futuro», ha poi aggiunto il segretario del Pdl, che a distanza ha replicato direttamente a Fitto: «Pensavo di avere fatto un’intervista equilibrata al “Corriere”. Ho ricevuto il solito fuoco di dichiarazioni offensive e già questo dà la misura di un problema. Questo accade ogni volta che il presidente Berlusconi butta il ponte levatoio nel tentativo di costruire una nuova unità. È  evidente che questa unità questi affetti dal virus della dichiarazione non la vogliono. A Berlusconi ribadirò la nostra idea di partito».

Ma cosa aveva detto in mattinata l’ex governatore pugliese, in risposta all’intervista rilasciata da Alfano al Corriere della Sera? «Il tempo delle ipocrisie, delle parole dolci verso Silvio Berlusconi, ma degli atti ostili nei suoi confronti, deve finire. Altrimenti il rischio non è che si voglia guastare la festa al presidente Berlusconi, ma che si voglia fargli la festa», aveva affermato Fitto, che proseguiva così: «Mentre Alfano descrive sul “Corriere” un quadro unitario, sereno, nel quale non sembrano esservi ombre (semplicemente perché il vicepremier sceglie di eludere i nodi di fondo), altri a lui vicini, contemporaneamente, si incaricano di chiarire lo scenario: Berlusconi deve di fatto mettersi da parte (al di là dei consueti omaggi formali); il Governo deve essere sostenuto “a prescindere”; il voto sulla decadenza, al di là di qualche lacrima di coccodrillo, non deve produrre conseguenze; quanto alla legge di stabilità, sarà quel che sarà», aveva aggiunto Fitto. «È il momento di dire con assoluta chiarezza che noi riteniamo inaccettabile questo approccio», era stata la conclusione.