Usa a rischio default: i repubblicani propongono di alzare il tetto dell’indebitamento. La Borsa fa festa

Timidi spiragli d’intesa sul tema cruciale del debito americano. La strada verso un accordo tra Barack Obama e i repubblicani resta ancora tutta in salita. Ma stretto dalle proteste di Wall Street e dei grandi donatori della destra, lo speaker repubblicano della Camera John Boehner ha ottenuto il via libera dal suo gruppo alla proposta da presentare alla Casa Bianca su un innalzamento, temporaneo, del tetto del debito. Un’ipotesi d’intesa solo parziale, che tuttavia ha fatto subito registrare un forte rialzo a Wall Street, preoccupatissima dallo stallo di Washington, con le borse europee che hanno chiuso tutte in deciso progresso.

La proposta è quella di sforare i termini per pagare il debito di sei settimane – rinviando quindi la data fatidica dal 17 ottobre al 22 novembre – pur di evitare il default, le cui conseguenze, come ha ammonito oggi anche il presidente della Bce Mario Draghi, sarebbero gravissime per l’economia non solo americana ma mondiale. Ufficialmente si tratta di una ‘clear resolution’, una legge che non contiene alcuna condizione. Tuttavia, come fa notare Politico.com, il rinvio di 6 settimane mette in difficoltà il Tesoro, costringendolo a non poter usare quei poteri speciali, cioè il ricorso alle scorte, che sta utilizzando già ora per pagare i debiti. Inoltre, la speranza del Grand Old Party è ottenere, in cambio di questa concessione sul debito, la riapertura dei negoziati sullo shutdown, la ‘chiusura’ dello Stato federale. In pratica l’obiettivo dei conservatori è sempre lo stesso: costringere Obama a rivedere pezzi importanti della sua riforma sanitaria, l’ ‘odiata’ Obamacare da cambiare a tutti i costi, che resta al centro della politica del partito dell’elefantino.

In questo gioco del cerino, ovviamente la Casa Bianca non vuole bruciarsi le dita. Così il portavoce di Barack Obama, Jay Carney, ha reagito alla proposta repubblicana con grande cautela, evitando di respingerla subito al mittente, dando così l’immagine di un presidente cocciutamente chiuso nelle sue posizioni. “Il presidente – ha esordito Carney – è felice che sia arrivata questa proposta e che a destra si riconosca finalmente che il default non può essere considerato un’opzione possibile. Si tratta di un segnale incoraggiante, che mostra come anche tra i repubblicani stia prevalendo chi ha sangue freddo e il buon senso. Preferiremmo un tempo più lungo, ma aspettiamo di vedere la proposta per capire se contiene condizioni o meno prima di giudicarla”. Tuttavia, com’era prevedibile, la Casa Bianca insiste sul punto principale: il dibattito sul tetto per Obama marcia su un binario diverso da quello sullo shutdown. Così sempre Jarney ha ribadito che il presidente “non pagherà alcun riscatto”, che non c’è alcuno “scambio possibile tra innalzamento del debito e continuare a danneggiare gli americani e la nostra economia”. “Siamo convinti che gli americani e la nostra economia non debbano essere puniti e danneggiati per colpa degli estremisti del Tea Party”, ha chiarito insomma la Casa Bianca. Da qui la richiesta ribadita sino allo sfinimento della riapertura dello Stato Federale: “E’ tempo che la Camera faccia il suo mestiere e voti ponendo fine allo shutdown”.