Sgominata gang latinoamericana a Milano. Sul web annunciavano: «Renderemo la Lombardia un inferno»

Avevano anche un decalogo e un inno, postato sul web, gli affiliati alla banda di “latinos” Ms13 sgominata dalla polizia di stato a Milano. L’opuscolo è stato sequestrato dalla Squadra mobile nel corso dell’indagine che ha portato all’arresto di 25 sudamericani. Il libretto, un’agendina sequestrata a casa del nuovo capo della Mara Salvatrucha, Josuè Gerardo Isaac Flores Soto, 25 anni, detto ‘Kamikaze’, è una specie di libro contabile di alcune decine di pagine, che contiene la contabilità dei versamenti che tutti gli affiliati dovevano fare per il ”mantenimento” della gang. Piccole cifre, di anche meno di 100 euro, ma che rappresentavano un vitalizio a cui nessuno osava sottrarsi, per paura delle terribili ritorsioni garantite dall’ ideologia punitiva che pervadeva il gruppo (la cosiddetta “luce verde” ordinata dal capo) ben rappresentato anche da alcune frasi e da un inno che gira su internet e che esalta le azioni dei membri contro le altre bande e onora i compagni finiti in carcere: «La Mara Salvatrucha… sta stupendo… soldati di Perù e Ecuador… sta arruolando… Chavalas ammazzando…l’Italia invadendo… con intelligenza ci stiamo espandendo… la Lombardia in un inferno la stiamo avvolgendo…».

La polizia ha eseguito 25 ordinanze di custodia cautelate nei confronti di soggetti di età compresa tra i 17 ed i 36 anni, per lo più salvadoregni, accusati di associazione per delinquere, rapina, lesioni, detenzione e porto d’armi da taglio. Gli episodi criminali per cui si procede vanno da ottobre 2010 a settembre 2012. Due anni di indagini durante i quali sono stati commessi pestaggi e aggressioni, tutti nell’ambito dello stretto controllo psicologico esercitato dal gruppo, dalla banda, che reclutava nuovi affiliati tra i giovani più intemperanti e difficili.