L’arma dei libri contro la guerra: David Grossman al premio per la Cultura Mediterranea

Lo scrittore israeliano David Grossman, il giurista Stefano Rodotà, l’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi sono stati tra i protagonisti del premio per la Cultura Mediterranea organizzato al teatro Rendano di Cosenza dalla fondazione Carical (Cassa di risparmio di Calabria e di Lucania). « In un periodo storico – ha spiegato Mario Bozzo, presidente della Fondazione Carical – così delicato sul piano geo-politico per i paesi del bacino, anche a causa della crisi siriana, il Premio acquista un valore simbolico importante alla luce delle storie vere e spesso drammatiche raccontate nelle loro opere dagli scrittori selezionati dalla Giuria». L’iniziativa, giunta alla settima edizione, intende distinguersi da tutte le altre che affollano il settore dei premi culturali. Rivolge infatti la sua attenzione a quanti contribuiscono con le loro opere a far conoscere le culture che vivono all’interno dei paesi mediterranei.

Un Mediterraneo che si è trasformato nell’emblema tragico e ammonitore per tutti. Il filo rosso della tragedia di Lampedusa, infatti, ha legato tutti gli interventi della serata condotta da Attilio Romita. E la questione mediorientale, che lo scrittore Grossman ha rievocato nel suo intervento, ha rappresentato una delle tante drammatiche istanze poste alla coscienza di tutti. A ognuno dei premiati è toccato il compito ideale di aggiungere un tassello a quel grande rompicapo che è il Mediterraneo: dalla condizione delle donne in Marocco con la scrittrice Hassoune all’informazione ai tempi di Ben Alì con la blogger tunisina Ben Mhenni, simbolo della contestazione popolare. Dal regime di Mubarak alla primavera araba raccontati attraverso il sorprendente thriller dallo scrittore egiziano Ahmed Mourad.

Questo l’elenco completo dei premiati: David Grossman, per la Sezione Società Civile e Stefano Rodotà, per la Sezione Scienze dell’Uomo. Sezione Narrativa, ex aequo, a Marcello Sorgi e Ahmed Mourad. Sezione Narrativa Giovani a Valentina D’Urbano, Sezione Cultura dell’Informazione ex aequo a Jamila Hassoune e a Leena Ben Mhenni. Sezione Creatività allo scrittore Carmine Abate.