Lacrimogeni e scontri nel cuore di Roma: i movimenti per la casa dichiarano «guerra» alla polizia

Gli elicotteri, i negozi con le serrande chiuse, la necessità per le forze dell’ordine di chiamare rinforzi, il fumo dei lacrimogeni. È una nuova mattinata di caos e tensione nel centro di Roma, dove gli attivisti del movimento per la casa, insieme a No-Tav e immigrati stanno sfilando al grido di «Una sola grande opera. Casa e reddito per tutti», come recita lo striscione che apre il corteo. L’intenzione è quella di raggiungere via della Stamperia, una traversa di via del Tritone, dove ha sede la segreteria della Conferenza Stato-Regioni e l’organismo è riunito in una seduta straordinaria sul tema delle politiche abitative. Ma la strada è sbarrata dai blindati e la polizia ha l’ordine di non far passare nessuno.

«Le condizioni le detta il movimento non l’ordine pubblico. Se spostano i blindati continuiamo, altrimenti continuiamo comunque», replica dal megafono un manifestante, mentre altri minacciano che «se questi qui non si spostano tra cinque minuti noi scateniamo la guerra». E la guerra a un certo punto sembra esserci davvero, dietro la cortina grigia dei lacrimogeni, dopo l’assalto di alcuni manifestanti ai blindati provoca lo scontro con la polizia. Prima tra manifestanti e cordone delle forze dell’ordine in assetto antisommossa ci sono stati degli spintonamenti, arrivati quando la testa del corteo ha tentato di forzare il blocco. Prima ancora gli agenti erano stati bersagliati con frutta, oggetti di vario tipo e fumogeni accesi. «Vergogna, vergogna» gli slogan urlati dagli attivisti, che sventolano bandiere con scritto «stop sfratti, sgomberi e pignoramenti» e cantano che «nella mia città c’è una malattia, che non va più via: è la polizia».