Doppio schiaffo alla memoria di Jan Palach: da Roma e anche da Praga

Al funerale di Jan Palach parteciparono oltre 600mila persone. Il suo sacrificio scosse il mondo occidentale, perché dandosi fuoco quel ventenne cecoslovacco aveva attirato l’attenzione mondiale sulla sanguinosa repressione che l’Unione Sovietica, e tutto il mondo comunista, attuava contro chi chiedeva riforme e giustizia. Ma dal suo sacrificio, il 19 gennaio 1969, dovranno passare altri vent’anni prima che il comunismo sia sconfitto a livello planetario. Comunque oggi nella sua città, Praga, c’è una statua, una tomba (all’inizio fu sepolto di nascosto) e il giovane studente viene ricordato come un martire. Persino in Italia negli anni Settanta gli fu dedicata una piazza, al Villaggio Olimpico, dove ogni anno giovani anticomunisti lo ricordano con una sentita cerimonia. Ebbene, nel luglio scorso la targa stradale che indica la piazza è stata fatta a pezzi da chi evidentemente la libertà la odia, come peraltro sono state fatte a pezzi altre targhe che ricordano le vittime anticomuniste, e il comune non l’ha ancora ripristinata. Per sensibilizzare l’amministrazione comunale e municipale, i giovani di Fratelli d’Italia hanno simbolicamente occupato la sede del II municipio esponendo uno striscione in cui si chiede la riqualificazione della piazza dedicata all’eroe cecoslovacco. Riqualificazione sollecitata anche dagli esponenti di FdI De Priamo e Iadicicco in una nota. Un secondo affronto alla memoria di Jan Palach giunge proprio dalla sua patria, dove nel nuovo parlamento siederà un ex poliziotto  della polizia statale comunista, che nel 1989 contribuì a una feroce repressione della folla che manifestava proprio per ricordare la ricorrenza del sacrificio dello studente praghese.