Un’ossessione chiamata bicicletta: Marino fa il piacione su due ruote mentre colleziona insuccessi

La bicicletta per Ignazio Marino  è diventata una vera ossessione. S’è talmente calato nel personaggio del sindaco a due ruote, che non parla d’altro. Anche quando deve riferire del suo ultimo colloquio con il Papa, trova il modo di infilare in mezzo al discorso un riferimento all’adorato velocipede. Ecco ad esempio che cosa ha saputo dire ai giornalisti i quali  gli chiedevano informazioni sulla visita del Pontefice al centro Astalli per i rifugiati politici: «Con un sorriso il Santo Padre mi ha detto “la bicicletta dov’è?” e io l’ho rassicurato che era fuori la porta». Figuriamoci quanto possa interessare al Papa il mezzo di locomozione del primo cittadino di Roma. Magari avrà voluto scherzare un po’. E invece, per il sindaco, la battuta del Papa diventa l’ennesima occasione per rilanciare il suo spot prediletto.

Monomania, ideologia, suggerimento  di qualche spin doctor  con poca fantasia? Probabilmente ci sono tutti questi elementi dietro la riproposta di questo ormai stucchevole refrain mariniano. Ma c’è sicuramente anche l’assenza paurosa di argomenti che Marino sta dimostrando in questi primi mesi di attività della sua Giunta.  Non gli resta che la bicicletta dopo il flop  di immagine e di consensi a seguito della pedonalizzazione dei Fori, che ha fatto subito capire ai romani qual è l’impostazione del sindaco: curare l’immagine ecologista, gratificare gli ambienti radical chic e intellettualoidi della Capitale e disinteressarsi dei problemi reali dei cittadini romani e della qualità dei servizi loro offerti. Sia detto per inciso: la sua ossessione per la bici è anche costosa per la Capitale, visto che deve essergli assegnata una scorta di sei vigili ciclisti (tea per la mattina, tre per il pomeriggio), i quali risultano così dirottati dal loro compito istituzionale (controllare giardini e viuzze del centro storico) per consentirgli di fare il pavone su due ruote. Così, se Marino va in bicicletta, i cittadini romani si attaccano al tram.