La Milano “antifascista” dice no al “Boreal” di Forza Nuova. Che si trasferisce a Como

Sommerso di polemiche preventive e di altolà del sindaco Pisapia, il Festival Boreal, la tre giorni europea promossa da Forza Nuova in programma dal 12 al 15 settembre a Milano, dovrebbe spostarsi  a Como, come annunciano gli organizzatori che scioglieranno le riserve solo alla vigilia della kermesse (che Repubblica definisce “raduno europeo dei neonazisti”). Una scelta quasi obbligata,  caldamente “consigliata” dalle forze dell’ordine per la dura la reazione della città che in questi giorni inaugura un ciclo di incontri e convegni per celebrare l’anniversario della Resistenza antifascista. Il luogo che ospiterà l’evento, e il calendario di incontri e conferenze, verrà comunicato martedì mattina in una conferenza stampa nella sede milanese di Forza Nuova. «Invitato anche il sindaco!», si legge nel sito della sezione milanese del partito guidato da Roberto Fiore che recita “Time is here, training is over”. «Di tutto l’odio che si è alzato contro di noi, di tutte le parole diffamanti e le false informazioni, nulla è rimasto, se non la realtà della nostra volontà!», spiegano gli organizzatori, «al Boreal parteciperanno i più importanti partiti e movimenti di estrema destra europei». In programma dibattiti su omofobia e matrimoni gay, «l’ultimo atto dell’aggressione alla famiglia», e «la follia utopistica dello ius soli», ma anche birra e musica.

Nonostante lo spostamento da Milano, in Parlamento e in Consiglio regionale sono fioccate le interpellanze per far saltare tutto. Con tanto di siparietto a Palazzo Marino tra il vicesindaco Ada De Cesaris indignata per lo schiaffo a Milano e la replica in punta di diritto di Valerio Onida che ricorda che «la libertà di riunione è garantita dall’articolo 17 della Costituzione, ed è garantita anche quella di pensiero e di idee, quando non diventano incitamento all’azione violenta»; «ma quelle non sono mica idee», taglia corto la vice di Pisapia. Al Pirellone invece è il capogruppo del Pd, Alessandro Alfieri, a chiedere l’intervento di Maroni, perché «bisogna intervenire tempestivamente per evitare che questi atti di inciviltà e intolleranza alimentino rigurgiti nazifascisti nella nostra regione». Il deputato di Sel Daniele Farina ha depositato un’interpellanza urgente al Governo per chiedere al ministro Alfano di bloccare il raduno, dove si aspettano centinaia di giovani da tutta Europa.  L’ultima festa dei forzanovisiti a giugno scorso in un capannone di Rogoredo alle porte di Milano aveva scatenato un fiume di polemiche e un imbarazzato ping pong di responsabilità tra Comune, Prefettura e Questura.