Condannato ancora per blasfemia il pianista turco Fazil Say: con i suoi tweet aveva offeso i credenti

Il pianista turco di fama mondiale Fazil Say è stato nuovamente condannato a 10 mesi di carcere da un tribunale di Istanbul per blasfemia, per un caso sollevato da alcuni tweet ironici sull’Islam. Say era già stato condannato nel maggio scorso ma la sentenza era stata annullata.

Fay, 43 anni, uomo di sinistra, ateo dichiarato, bestia nera degli islamici radicali, nei tweet sotto accusa aveva affermato fra l’altro che ”ovunque ci sia una persona stupida o un ladro, ci sono credenti. Un paradosso?”, oppure, ironizzando sulla chiamata sbrigativa alla preghiera di un imam di una moschea di Istanbul: ”Come mai tutta questa fretta? Un’amante o il Raki?” (Il raki è un’acquavite a base di mais). E sul paradiso islamico, citando il grande poeta persiano del 1100, Omar Khayyam: «Tu dici che fiumi di vino scorrono in Paradiso: per te è un’osteria celeste? E che due vergini vi attendono ogni credente, vuoi dire che il Paradiso è un bordello celeste?».

Tre attivisti islamici lo avevano denunciato e la procura di Istanbul lo aveva incriminato, con grande soddisfazione dei religiosi conservatori, e preoccupazione invece nella Turchia laica e liberal, per il clima considerato di crescente intolleranza, denunciato dallo stesso Say. Il musicista è stato processato in base ad un articolo del codice penale turco che configura il reato di attentato ai valori religiosi. Fay non ha escluso di lasciare la Turchia, che ritiene in via di islamizzazione sotto il governo del premier Recep Tayyip Erdogan, e di esiliarsi in Giappone.