Candidatura, ora anche Epifani ci fa un pensierino: «Non sto tanto male con i sondaggi»

Provaci Guglielmo! Anche il mite Epifani sta scaldando i muscoli? Eletto come segretario di transizione e di garanzia, sta forse facendo un pensierino alla “discesa in campo” come candidato contrapposto  alla corazzata Renzi e al guastatore Cuperlo. Come accade sempre in casi del genere, il diretto interessato giura e stragiura che non è vero, che non ci pensa affatto, che vuole rimanere al suo posto. Però, a leggere tra righe quello che ha detto a Porta a Porta, forse qualcosa sta maturando per davvero. «Lo confermo e non cambio idea anche se i sondaggi dicono che non sono messo male. Non mi candiderò segretario perché non voglio tradire la fiducia che mi è stata data». Poi però precisa anche  di essere quotato nei sondaggi sulla segreteria del Pd al secondo posto. Il suo è il classico discorso da anima bella progressista:  «Candidarmi non sarebbe serio né onesto: la mia è anche una scelta di stile a chi dice che in politica tutti sono interessati solo alla poltrona». Già, la poltrona, però si può sempre invocare lo “spirito di servizio” e il “mi sacrifico per..” al fine di giustificare un repentino cambiamento di scelta.

Un’eventuale candidatura di Epifani non sarebbe poi così impossibile, visto il rischio che il correntismo esasperato dentro il Pd diventi una maionese impazzita. E visto anche l’interesse di tanti esponenti di largo del Nazareno a ostacolare l’ascesa del sindaco di Firenze, non solo  per questioni di potere ma anche in considerazione del fatto che un Renzi segretario costituirebbe un’insidia costante al governo Letta. In fondo, anche quando il Pci elesse Alessandro Natta come segretario, lo fece  come soluzione transitoria. E il vecchio Natta rimase in carica quattro anni, lasciando il timone a Occhetto solo per motivi di salute. Ai dietrologi  l’ardua sentenza.