Ignazio Marino chiamato a “pagar pegno”: ora i nomadi vogliono le case, «basta con i campi»

C’era da aspettarselo, tutto procede secondo copione. A poche settimane dall’elezione di Ignazio Marino, i nomadi battono cassa: in una lettera indirizzata al sindaco e firmata da 150 rom vengono chieste case tutte per loro. «Non vogliamo più vivere nei campi», vi si legge. Sono i nomadi del tristemente famoso campo di Castel Romano, dove anche negli ultimi giorni si sono verificate situazioni difficilissime,  aggressioni a chi aveva un’etnia diversa, sono stati trovati persino cinghiali in gabbia, falchetti in trappola e capretti scuoiati. Nella stessa area alcuni nomadi erano stati sorpresi mentre giocavano a calcio prendendo un cane come pallone, per poi abbandonarlo in fin di vita in un cassonetto. Ma loro dicono: «Siamo cittadini rom che credono nell’inclusione e che sognano di poter avere piena cittadinanza in questa bella città». In pratica Marino è chiamato a pagare il conto: alle primarie del Pd ci furono code di nomadi, durante la campagna elettorale il sindaco ha fatto propaganda all’interno dei campi nomadi. E guarda caso, non appena è entrato in Campidoglio si è verificato un fenomeno allarmante: un’ondata di arrivi di nuovi nomadi nei quartieri periferici della città che hanno scatenato la rabbia dei residenti, costretti a sfilare in corteo per protesta.