Esposto contro la Kyenge: ha offeso e discriminato le suore cattoliche

Non finiscono le polemiche su Cecile Kyenge. E non sono polemiche sulla frase di Calderoli o sulle banane, sulle vignette che appaiono sul web o sul “no” alla festa della Lega. Il ministro dell’Integrazione – che assieme alla Boldrini detiene il record delle critiche su Facebook – è stata protagonista di uno scivolone alla Paperissima, con l’uscita infelice sulle suore a una festa del Pd. E quello scivolone è in procinto di avere conseguenze anche legali perché i cattolici integralisti del circolo “Cristus Rex” di Verona presenteranno un esposto in Procura. La Kyenge, parlando dell’ipotesi di vietare il burqa, aveva risposto che – se il problema è di riconoscibilità della persona – «esiste già una legge che dice che bisogna girare con il viso scoperto, per esempio quando si entra in un negozio. Ma se poi si arrivasse a definire una legge più rigorosa, allora deve valere per tutti, anche per le suore». L’esposto – spiega l’associazione – ipotizza i reati di discriminazione religiosa e lesione del sentimento religioso. «Il velo delle suore cattoliche – ha affermato il portavoce dei “Cristus Rex”, Matteo Castagna – non copre affatto il volto, che rimane sempre ben visibile ed è il simbolo della scelta dell’ordine religioso, della consacrazione che volontariamente la novizia fa a Dio, dimostrando di voler lasciare ogni vanità del mondo per donare tutta se stessa al Signore Gesù Cristo. Kyenge – ha concluso – non solo dà il segnale politico per cui andrebbero integrati tutti, tranne le suore, e questo ci pare contrario al buon senso se non assurdo, ma offende il velo delle religiose, simbolo della consacrazione a Dio».