Via libera al restauro del Colosseo. Il Consiglio di Stato boccia il ricorso del Codacons

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso del Codacons contro la sponsorizzazione da parte di Tod’s dei lavori di restauro del Colosseo. Una decisione che toglie ogni ostacolo al via al restauro per un valore di circa 25 milioni di euro. Il Consiglio di Stato ha ritenuto infondato il ricorso del Codacons – già bocciato in primo grado dal Tar del Lazio – che riteneva troppo basso il prezzo della sponsorizzazione rispetto al valore inestimabile del monumento. L’associazione contestava inoltre i diritti di sfruttamento accordati alla Tod’s di Della Valle per 20 anni. Il Consiglio di Stato ha stabilito che il Codacons non aveva titolo per presentare tale ricorso né come associazione di protezione ambientale né come associazione di tutela dei consumatori. Si erano costituiti in giudizio contro il ricorso la presidenza del Consiglio dei ministri e Roma Capitale.

”Finalmente una buona notizia sul Colosseo – ha commentato l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno –  di fianco all’inutile e dispendioso cantiere per la pedonalizzazione dei Fori, potranno continuare i lavori più importanti della storia di Roma, quelli del restauro dell’Anfiteatro Flavio, attesi da 74 anni”. “Mi sono battuto con determinazione – afferma ancora Alemanno – supportato anche dall’allora sottosegretario ai beni culturali Francesco Giro contro la burocrazia e contro una sinistra all’epoca contraria e che oggi festeggia, affinché il gruppo di Diego Della Valle potesse fare questo grande regalo alla nostra città e a tutta l’Italia. Finalmente siamo giunti a questo grande risultato”.

Il Codacons ricorrerà in Cassazione “per rifiuto di giurisdizione” impugnando così la decisione del Consiglio di Stato. “Nessuno sembra voler giudicare il contratto di sponsorizzazione del Colosseo e i giudici scappano sostenendo l’assenza di legittimazione della nostra associazione ad impugnare gli atti, perché il monumento Colosseo non rientra nella materia ambientale -si legge in una nota del Codacons- questa decisione assurda offende il Colosseo prima ancora che il Codacons”.