Venezia, pittore di strada scappa ai vigili e si tuffa: scoppia la polemica, tutta a sinistra. Il video

Dal web si sta spostando sul tavolo della politica la polemica nata a Venezia per il movimentato arresto ieri in centro storico da parte dei vigili di un pittore di strada abusivo che, per opporsi al controllo, in stato d’agitazione si è gettato in un canale, prima di essere bloccato e arrestato. L’episodio, che qualcuno ha ripreso con una telecamera postando poi il video in internet, è stigmatizzato oggi dal consigliere comunale della Federazione Della Sinistra, Sebastiano Bonzio, che ha chiesto al sindaco Giorgio Orsoni, di centrosinistra, un chiarimento urgente da parte del comandante della Polizia Municipale. Il fatto è avvenuto in Campo San Giacomo dell’Orio, dove il pittore, privo dei permessi per esercitare l’attività in strada, era stato avvicinato dai vigili che in diverse altre occasioni lo avevano invitato a regolarizzarsi. La situazione è subito degenerata: nel video si vede che il gruppo di 5-6 vigili cerca di farsi consegnare tele e cavalletto dall’artista, un uomo di origine iraniana; lui reagisce, trattiene con forza le proprie cose, protesta vivacemente mentre le persone che transitano sul Ponte del Megio iniziano ad inveire contro le forze dell’ordine. Nel trambusto l’uomo si sposta verso la riva del canale e mentre un vigile fa per trattenerlo questi si lancia, finendo in acqua. Finale con serie di insulti e invettive da parte dei passanti nei riguardi dei vigili. «Nonostante lo stato d’animo del pittore appaia alquanto esagitato – spiega Bonzio – la condotta tenuta in questo caso dalla Polizia Municipale sembra essere decisamente sopra le righe. La semplice attività di repressione, oltre ad essere inconciliabile con il sentire diffuso della nostra città, di sicuro non serve a risolvere i problemi e le dinamiche della vita culturale, economica e sociale cittadina che andrebbero governate ed armonizzate attraverso scelte che la politica avrebbe l’obbligo di compiere per costruire opportunità e non per castrare le attitudini dei cittadini».