A Firenze vale la regola no monumento, no party… Un tariffario per le feste nelle location rinascimentali

La polemica sull’affitto di Ponte Vecchio a Firenze per la festa della Ferrari è nota. E anche a Roma c’è chi non ha gradito la notizia del Colosseo quadrato all’Eur destinato a divenire vetrina d’eccellenza del gruppo Fendi-Arnault. Dietro questa querelle che si rinnova ogni volta che i privati si accostano a un bene monumentale c’è anche il timore che alla fine, affittando ora questa ora quella location prestigiosa, possa mutare il concetto stesso di bene pubblico. Non più di tutti, appunto, ma destinato a chi se lo può permettere, un po’ com’era ai tempi dell’Ancien Régime.

È stato il quotidiano Il Fatto a distinguersi nelle critiche a Matteo Renzi per la scelta di concedere Ponte Vecchio per uso privato. E oggi il giornale torna sull’argomento rendendo noto che esiste un vero e proprio tariffario per la concessione dei beni culturali fiorentini per eventi. Si va dalle 5000 euro per un party nella Grotta del Buontalenti a Boboli alla gradazione di offerte per la cornice degli Uffizi: 5mila il cocktail e 10mila la cena. Oppure si può optare per la Galleria Palatina di Pitti (10mila euro). Si tratta di “prostituzione dei monumenti” come scrive Il Fatto o siamo solo dinanzi ad un’esagerazione polemica? Il dibattito è apertissimo  e deve tenere conto dell’affanno dello Stato nella manutenzione di un patrimonio artistico unico al mondo. Se in più ci si aggiunge la cronica carenza di fondi che affligge i Comuni, ecco che arriviamo ai tariffari fiorentini. La moda potrebbe dilagare e anche le diseguaglianze: i ricchi nelle ville rinascimentali e i poveri a fare la grigliata in campagna.