Al voto anche in 14 Municipi per eleggere i minisindaci. Il centrodestra: è ancora una partita tutta da giocare

A Roma si vota domenica non solo per eleggere il sindaco ma anche i presidenti dei Municipi. Si voterà in quattordici Municipi. Sono stati quindici giorni di dura e intensa campagna elettorale con incontri nei mercati e nelle zone più frequentate dai cittadini..Cristiano Bonelli, attuale presidente del nuovo III Municipio, nel 2008 compì la rimonta sul candidato del Pd, Alessandro Cardente, che aveva concluso il primo turno con quasi dieci punti percentuali in più. Ora la sfida si ripete con Paolo Marchionne, candidato della coalizione Roma Bene Comune che lo ha staccato di quasi il 14%. «A differenza di di cinque anni fa possiamo dimostrare – dice – come si amministra un territorio dopo trent’anni di sinistra. Non solo siamo soddisfatti dell’enorme lavoro svolto, ma siamo orgogliosi di aver rappresentato per la prima volta il buon governo del centrodestra nella periferia romana. A conferma di ciò ci siamo presentati in questa campagna elettorale, e ora al ballottaggio, con zero promesse e solo con fatti concreti». Bonelli osserva  che «il clima in questi giorni giorni è cambiato: c’è tanto entusiasmo e tantissime persone  ci riconoscono il nostro impegno nonostante le difficoltà economiche alle quali abbiamo dovuto fra fronte in questi anni». Anche Cristiano Rasi, candidato del centrodestra nel Municipio X (ex-XIII) mostra un cauto ottimismo: «In questi quindici giorni ho trovato un clima positivo. Tanti cittadini si sono pentiti non aver votato, tant’è che tantissime persone sono andate all’ufficio elettorale  per farsi stampare la scheda. Nel nostro Municipio ci sono state almeno seimila nuove tessere. I sondaggi prima del primo turno, secondo le intenzioni di voto, ci davano  in pareggio con l’avversario Andrea Tassone del Pd. Dopo il voto stavamo sotto di 11 punti. Tutto ciò ci fa pensare  che con il 48% di astensione, la maggioranza delle persone che non si è recata alle urne è di centrodestra. Dunque – sottolinea – è ragionevole  pensare che la maggior parte di queste seimila persone potrebbero essere nostre. Da quindici giorni a questa parte ci siamo recati nelle piazze, nei supermercati rionali, nei luoghi affollati, per incontrare tutti i cittadini e non solo i nostri elettori. L’astensione è un sintomo di disaffezione nei confronti della politica, ma questo tour de force sta risvegliando le coscienze. Abbiamo puntato su temi forti: quali la vita e la famiglia e soprattutto una diversa visione di sviluppo rispetto a quella proposta dagli avversari. Peraltro, i cittadini e gli elettori hanno compreso che la scelta sul mio nome è un chiaro desiderio di rinnovamento del centrodestra che premia la competenza e la serietà». Positivo anche l’approccio di Fulvio Giuliano: «È già un ottimo risultato essere arrivati al ballottaggio al VII Municipio (ex IX e X), una roccaforte della sinistra. Da vent’anni non era mai successo. In questi quindici giorni – dice – mi sono reso conto che l’abilità della mia avversaria, la presidente Susi Fantino, è quella di far passare il concetto di partecipazione. Ma io ho verificato, girando il territorio in lungo e in largo, incontrando i cittadini nelle piazze, nelle scuole e nei mercati che della Fantino non c’è nessuna traccia.  Al primo turno ha ottenuto un vantaggio di 18 punti, nonostante ciò penso di farcela tenuto conto della bassa affluenza che c’è stata.  Si può vincere per un voto in più e noi crediamo vivamente in questi tempi supplementari». Fulvio Giuliano puntualizza peraltro che «in questi anni l’amministrazione del Municipio è stata caratterizzata da una certa indulgenza nei confronti delle occupazioni di Action e Cortocircuito e degli accampamenti abusivi. Mi auguro che i cittadini si sveglino e possano dare una discontinuità a questo modo di amministrare».