Renzi prosegue nel “sabotaggio” del governo Letta: «È inutile se vivacchia senza fare le riforme»

«Intempestivo io? E certo, dopo aver atteso anni per cambiare il Porcellum, di questo passo ne attenderemo altri dieci. Addio, hanno preferito bocciare la mia mozione e darla vinta al Pdl. La riforma elettorale è rimandata alle calende greche». Il giorno dopo il tentativo di “strappo” nel Pd sulla legge elettorale, il renziano Roberto Giachetti difende la sua decisione di provare a forzare la mano sul Porcellum. E il suo leader di riferimento, Matteo Renzi, non sembra avere alcuna intenzione di rinunciare a giocare un ruolo nella partita delle riforme e del governo. «Non è vero che voglio accelerare ma Governo e Parlamento funzionano se fanno le riforme e non se vivacchiano», ha detto oggi a  Roma, durante la presentazione del suo libro. «Non voglio fare polemiche con il governo ma è dal novembre 2011 che centrodestra e centrosinistra votano insieme. L’Italia tornerà a crescere quando ci sarà il segno più sull’economia ma anche quando il bipolarismo tornerà ad essere una cosa normale e non un indistinta palude», aggiunge, criticando le grandi intese. E meno male che non voleva fare pomemiche. Dal centrodestra non si può che prendere atto dell’ennesimo psicodramma del Pd che mette a rischio l’esistenza dell’esecutivo Letta: «A un mese dall’insediamento dell’esecutivo Letta sembra essere finalmente partito il processo costituente del Paese», dice Antonio Leone, deputato del Pdl. «Ci auguriamo – prosegue – che si affronti la questione della riforme senza steccati ideologici. Il Pdl è compatto e lo ha sempre dimostrato con il sostegno leale al Governo, al contrario di altre forze politiche che, anche di fronte alle grandi emergenze del Paese, continuano lotte intestine e rese dei conti. Le riforme devono essere fatte ce lo chiedono gli Italiani e da ieri anche l’Europa. Questo governo rappresenta l’ultima possibilità per il Paese».