Renzi posta il suo video da “Amici” e Facebook si divide tra «Vai forte» e «Sei come Berlusconi»

Matteo Renzi posta su Facebook il video della sua partecipazione ad Amici con la postilla «Ecco il video della mia partecipazione, tanto contestata, graditi i commenti» e questi non si fanno attendere. In meno di tre ore ne arrivano più di duemila. Molti gli entusiasti. «Ahahahah – scrive Roberta – il giubbotto alla Fonzie forse, è vero, era un po’ una forzatura giovanilistica, ma per il resto a me è piaciutoı. «Ho 59 anni – afferma Giò – la critica viene dai tuoi colleghi di partito rimasti al 1917. Sono talmente rimasti indietro…». Lidia promuove la comparsata su Canale 5: «Le polemiche sulla tua presenza ad Amici, le trovo assurde. Mentre chi è arrivato prima di te, i giovani, li ha abbandonati e lasciati allo sbaraglio, tu gli vai incontro. Da tempo hai dimostrato di avere carattere e idee chiare, per questo non ti tiri indietro nel mettere la faccia, anche negli schermi televisivi».  «Renzi mandali tutti a casa, sono incapaci e invidiosi», rincara Fernanda. E Carla: «Continua a scardinare l’old style del partito, prima o poi capiranno che il mondo cambia, ci piaccia o no! Tu l’hai già capito da tempo…».

Ma non mancano i critici. «Per principio – ribatte Ferrante – un aspirante leader politico non partecipa a programmi simili, se vuoi parlare ai giovani ci sono università e licei, siamo seri…».Durissimo Giovanni: «Da buon teatrante, sei andato dalla De Filippi, trovando il tempo e, magari, tralasciando o rinviando impegni istituzionali; mentre, per recarti a discutere i “tuoi problemi verso il Pd”, disdegni di partecipare alle riunioni della Direzione e ti senti “superiore” agli altri e disprezzi di condividere discussioni (come Berlusconi le ritieni inutili). Dici che ci son già troppi Partiti e che ritieni che fondarne uno nuovo sia inutile, ma è meglio che ne formi uno a tua immagine e somiglianza, anziché rompere le uova nel paniere e sconcertare iscritti e simpatizzanti del Pd».  Daniele invece ricorre al sarcasmo: «Complimenti. Se volevi far ridere bastava tu raccontassi una barzelletta. Ah, già… quello è lo step successivo prima del contratto con gli italiani». Davvero l’insulto peggiore per un candidato del Pd: il paragone con Silvio Berlusconi.