Nozze gay: il Vaticano propone l’obiezione di coscienza per i funzionari pubblici

L’obiezione di coscienza può essere uno degli strumenti per affermare la voce e i valori dei cristiani contro il matrimonio tra persone dello stesso sesso. «Questo salverebbe l’ordinamento dal ripiegamento sui soli valori della maggioranza», ha detto il cardinal Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi, nel corso di un convegno alla Lumsa. «Dipenderà dall’azione dei cristiani e dalla loro capacità di mobilitarsi per dare un valore all’obiezione di coscienza e per evitare una sorta di idolatria alla legge positiva», ha detto il porporato. L’obiezione di coscienza potrebbe riguardare non solo i sindaci ma anche i funzionari civili; Coccopalmerio ha citato il caso di una funzionaria inglese che non presenziava ai matrimoni tra omosessuali e il cui licenziamento è stato dichiarato «non discriminatorio» dalla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo. Oggi il matrimonio – ha aggiunto – «è uno dei capitoli più controversi nei rapporti tra Stato e Chiesa» in tutti i Paesi. «La libertà religiosa è un diritto fondamentale e questo implica – ha rilevato il cardinale – la trasmissione dei contenuti della fede» tra i quali c’é il fatto che la famiglia «si fonda sul matrimonio, tra un uomo e una donna, aperto alla procreazione».

La dichiarazione arriva mentre in mezza Europa si cambia la legislazione per le coppie omosessuali. Il voto solenne del Parlamento francese sulle nozze gay è stato fissato per il 23 aprile, in chiusura dell’ultimo esame dell’Assemblea nazionale. Una procedura accelerata voluta dall’esecutivo dopo l’adozione del testo in Senato, che solleva proteste sempre più violente.  La notte scorsa, 67 persone sono state fermate dalla polizia mentre tentavano di montare delle tende davanti al palazzo del Parlamento, in segno di protesta. Sempre ieri sera lo stesso ministro dell’Interno, Manuel Valls, è stato bersaglio dei militanti anti nozze gay.