Letta incontra Berlusconi. Governo in dirittura d’arrivo. Il Cavaliere: non sarò ministro

Si sono incontrati in mattinata Enrico Letta e Silvio Berlusconi. Non è difficile immaginare che i due abbiano limato la lista del governo delle larghe intese che sta per vedere la luce e che abbiano definito gli ultimi dettagli di un accordo storico che a sinistra non tutti digeriscono per il verso giusto.

“Non ci sono nostri veti su D’Alema”, ha fatto sapere Angelino Alfano. E al termine dell’incontro, durato oltre due ore, Silvio Berlusconi annuncia che Letta è in dirittura d’arrivo e potrebbe giurare già oggi. “Io – dice ancora il Cavaliere – non farò il ministro”. Il nodo è il ministero dell’Economia, dove il leader del centrodestra vorrebbe a tutti i costi Renato Brunetta e non un tecnico come invece sarebbe auspicato dal Quirinale (girano i nomi del capo economista Ocse Pier Carlo Padoan o del direttore generale di Bankitalia Fabrizio Saccomanni). Letta ha poi incontrato gli esponenti di Scelta civica e ha incassato un mezzo sì dalla Lega. Maroni ha detto infatti che se il suo programma è convincente “potremmo votargli la fiducia”.

Chi non ci crede così convintamente, lo si sa, è il Pd. Pippo Civati ha contato cinquanta dissidenti tra i parlamentari che non vedono di buon occhio la nascita del governissimo. Ma alla fine, assicura lui stesso, solo in 25 diranno apertamente di no. In ogni caso, al momento, l’orientamento di Civati è di votare no: “Il maggior azionista di questo governo – dice – è Berlusconi”. Il disagio dilaga e arriva anche sulla prima pagina dell’Unità dove ieri una vignetta di Staino fotografava la situazione. Chiede la bambina: Babbo, quanti rospi si può ingioiare prima di schiattare?. Risposta: Una persona o il Pd?.