La cura di Monti e della Merkel sta uccidendo il paziente: stavolta lo scrive il “New York Times”

La Corte costituzionale portoghese ha bocciato i tagli a stipendi e pensioni degli impiegati statali, in Spagna hanno manifestato contro i tassi troppo alti dei mutui, e i “frustrati italiani” hanno votato in gran numero il movimento anti-establishment di Beppe Grillo, tanto che il Paese non ha ancora un nuovo governo, a oltre un mese dalle elezioni (in realtà, ne sono ormai passati quasi due, ndr). Lo scrive in un editoriale il New York Times, in cui si sottolinea come il crescente sentimento antieuropeo sia il frutto della «medicina amara» imposta ai cittadini del Vecchio Continente. «Una medicina – scrive il Nyt – che sta uccidendo il paziente». Dall’inizio, fa presente l’editoriale del principale quotidiano statunitense, era chiaro che l’austerità economica (tagli alla spesa) e le riforme strutturali (come la privatizzazione di compagnie statali e la maggiore flessibilità lavorativa) non potevano essere condotte simultaneamente durante una profonda recessione. «Per più di quattro anni – si legge – i leader europei hanno spinto per un mix di austerity e riforme strutturali nei Paesi più in difficoltà come Portogallo, Spagna e Italia. Ma fin dal primo momento è stato chiaro che austerity e riforme strutturali insieme non sarebbero stati possibili in un periodo di profonda recessione. E questa realtà dolorosa si sta ora sviluppando senza che si intraveda una fine all’orizzonte».

A metà dicembre sullo stesso quotidiano l’economista Paul Krugman ha portato avanti la sua crociata contro la linea europea che lui considera tutta sacrifici e niente crescita. Sotto il titolo “Europa sanguinante” aveva scritto di un’Europa salassata inutilmente come i malati nel Medioevo, curati con salassi che li facevano ammalare ancora di più. «Ripetutamente i “tecnocrati responsabili” inducono le loro nazioni ad accettare l’amara medicina dell’austerità; e ripetutamente non riescono a ottenere risultati», aveva osservato Krugman. Il premio Nobel per l’Economia citava come modello emblematico il caso dell’Italia, dove Mario Monti che «con le sue politiche ha consegnato l’Italia alla depressione».