Anche “Le Monde” è costretto ad ammettere che “alla fine è sempre Berlusconi che vince…”

L’hanno capito anche i francesi, quelli che dileggiavano l’Italia: «E, alla fine, è Berlusconi che vince…», titola infatti a pagina 19 il quotidiano parigino Le Monde, che racconta ai suoi lettori le ultime vicende della politica italiana. «Si pensava che il Cavaliere fosse finito – scrive Le Monde – Errore. È bastata la rielezione di Giorgio Napolitano e la designazione di Enrico Letta per vederlo rinascere». E ancora: «Sono 20 anni che l’Italia vive e soffre di Berlusconi – scrive il giornale – inaffondabile, sempre giovane nonostante i suoi 76 anni, sostenuto ormai nella vita privata da una giovane signorina più giovane di 50 anni, il Caimano ha già visto passare il cadavere del suo principale nemico, Pier Luigi Bersani, segretario del Partito Democratico, costretto alle dimissioni dopo non essere riuscito a formare un governo. I suoi elettori, che erano stati sedotti dal Movimento 5 Stelle, adesso tornano da lui». A parte i soliti luoghi comuni negativi mutuati dalla sinistra italiana,  il giornale progressista francese è costretto ad ammettere sia pure obtorto collo che aveva ragione lui. Avanti così.

Ma Le Monde oggi ce ne ha per tutti: in un testo pubblicato dal quotidiano – e che è stato presentato  alla commissione risoluzioni incaricata di preparare la convenzione del Partito socialista sull’Europa del 16 giugno – il Ps francese, che fa capo al presidente Francois Hollande, attacca duramente la leader di Berlino Angela Merkel. «Il progetto comunitario – si legge – è oggi umiliato da un’alleanza di circostanza fra gli accenti thatcheriani dell’attuale primo ministro britannico che concepisce l’Europa soltanto alla carta e al ribasso, e l’intransigenza egoista della cancelliera Merkel». A quest’ultima i socialisti francesi imputano di pensare solo al risparmio dei correntisti della sua sponda del Reno, alla bilancia commerciale di Berlino e al proprio futuro elettorale. «L’amicizia tra la Francia e la Germania – ammonisce il testo – non è l’amicizia tra la Francia e la politica europea della cancelliera Merkel». Intanto la direzione socialista frena: precisando che il progetto é solo un documento di lavoro, sul quale ci saranno possibili emendamenti, e non si tratta in alcun modo di un documento “anti-tedesco”. Insomma, la tanto celebrata locomotiva franco-tedesca comincia ad arrancare…