Contrordine: visita fiscale a Berlusconi. Il pg: “Le luci del tribunale sono fioche e non lo danneggiano…”

Visita fiscale no, anzi sì. I giudici della corte d’appello di Milano del processo Mediaset, contravvenendo a quanto già deciso il giorno prima dalla corte chiamata a valutare l’istanza di legittimo impedimento per il processo Ruby, questa mattina hanno disposto una visita fiscale nei confronti di Silvio Berlusconi, ricoverato al San Raffaele, in accoglimento della domanda formulata dal pg Laura Bertolè Viale: l’obiettivo è verificare se l’impossibilità dell’imputato a presentarsi in aula, sia “assoluta e totale”. Come annunciato, i difensori di Silvio Berlusconi hanno presentato una richiesta di rinvio per legittimo impedimento, dovuto a problemi di salute, oltre che per Ruby, anche per il processo in appello Mediaset. L’ex premier ha un’infiammazione agli occhi, l’uveite e la difesa in base a certificati medici più aggiornati e che sono stati prodotti in aula, ha annunciato che il suo assistito sarà ricoverato al San Raffaele almeno fino a lunedì prossimo. Il procuratore generale di Milano, invece, nell’opporsi alla richiesta non solo ha domandato la visita fiscale ma ha anche fatto rilevare, tra l’altro, che l’imputato sarebbe potuto andare in aula ed esporsi alle luci del Tribunale che non sono poi così forti. Per Silvio Berlusconi il pg aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado a quattro anni di carcere per frode fiscale. I giudici della Corte d’appello di Milano dopo la camera di consiglio hanno deciso infatti di verificare l’effettivo stato di salute dell’ex premier. Dura la reazione dell’avvocato Niccolò Ghedini: è un «provvedimento al di fuori di ogni logica».  Il legale ha affermato di non aver alcuna «preoccupazione. Che vadano a fare gli accertamenti. Noi abbiamo una certificazione medica che attesta l’assoluta necessità del ricovero». Ghedini ha anche aggiunto: «Non riusciamo a capire tutta questa fretta. Anzi la capiamo benissimo: si vuole arrivare in tempi brevi a una sentenza», anche se, come ha osservato l’avvocato, «la prescrizione è nel 2014».