Le stecche di Battiato: «Faccio l’assessore dal letto, quelli prima di me hanno rubato tutto»

In Regione Sicilia volevano chiamare Federica Sciarelli e la trasmissione Chi l’ha visto?. Possono tirare un sospiro di sollievo: l’assessore al Turismo, Franco Battiato è finalmente riapparso, in una conferenza stampa surreale. «Io assessore assente? Di che cosa parliamo? Io faccio un altro lavoro, è chiaro? Quando il presidente mi contattò gli dissi che avevo già dei contratti firmati per il mio tour. E poi porto la mia terra a Parigi, ad Amburgo, a Bruxelles. Non sono un burocrate, devo fare un programma culturale per la Sicilia. Quindi lo posso fare anche dal letto: chiaro?». Chissà se il governatore Pd Rosario Crocetta si aspettava un assessore così ingombrante nelle sparate e così evanescente nelle presenza. Detto chiaramente, Battiato è un assessore prestanome. Non chiedetegli di fare altro come quella noiosa cosa chiamata politica. Intanto, però, non perde occasione per sparare a zero nel mucchio. «Abbiamo dovuto dire no grazie a un signore che mi e venuto a trovare nella mia casa a Milo per propormi di organizzare a Taormina i Grammy awards, che festeggiano 40 anni. E lo sapere perché? Perché non abbiamo un euro da investire. Eppure sarebbe stata una festa pazzesca, avremmo venduto diritti in tutto il mondo. E invece abbiamo dovuto dire no». Il motivo? «Si sono rubati tutto».

A questo punto si attendono querele dei predecessori su quella poltrona (accusati senza mezzi termini di essere dei ladri): da Daniele Tranchida a  Fabio Granata passando per Nino Strano. E si attende anche una conferma (o una smentita) dalla Cbs, la tv americana che detiene i diritti dei Grammy Awards, evento che si è sempre svolto tra New York e la California. Dire che volevano organizzarla di punto in bianco a Taormina sarebbe come dire che la prossima finale del Super Bowl si disputerà Palermo. E poi domenica si terrà a Los Angeles la 55ma edizione dell’evento  (come si fa a confonderla con la quarantesima?).  Stecche che si prendono a voler fare l’assessore dalla camera da letto.