L’addio del Papa visto da destra. Diserzione o no?

Ancora sul Papa, il Papa della “rinuncia” che in questi ultimi giorni del suo pontificato usa le parole per sferzare la Chiesa e i fedeli. Le ultime, potenti, sono state: nell’ora della prova non dobbiamo avere paura di affrontare anche noi il combattimento contro lo spirito del male. Per la Chiesa è l’ora della prova decisiva. Domenica, nelle parrocchie, si è pregato per Benedetto XVI e per il suo successore. Si è pregato perché non si verifichi ciò che alcuni commentatori hanno vaticinato: la disgregazione, la dissoluzione, la definitiva secolarizzazione. È troppo presto per fare bilanci ma a colpire sono anche alcune interpretazioni “forzate” che del gesto di Ratzinger sono state date. C’è stato, e in molti lo hanno rilevato, lo “sciocchezzaio”, incontrollabile e spesso demenziale, su internet. Sulla scia di Beppe Grillo, l’ex comico che ha sconfinato anche sul terreno “canonico”, i modernisti hanno invocato il Papa nero e una Chiesa finalmente aperta, magari incline anche a celebrare i matrimoni tra gay. Pure da destra si sono fatte notare interpretazioni apocalittiche. Pietrangelo Buttafuoco ha criticato la defezione di Benedetto XVI evocando addirittura Schettino. Marcello Veneziani ha scritto che il Papa ha “disertato”. Ma prima ancora di loro era stata Alessandra Mussolini a dolersi per dimissioni che non ha per nulla condiviso. Certo qui si esprime la preoccupazione, così connaturata alla destra, di non spezzare una tradizione, gettando il secolare istituto del Papato in pasto ai difetti dell’umanità. Ma c’è anche in questa insistenza sul tema della diserzione e del campo di battaglia che non va abbandonato l’idea limitata della religione come combattimento, come se si potessero confondere piccola e grande guerra santa. Terrena la prima, tutta spirituale la seconda. Per non parlare del precedente di Celestino V, che non solo non distrusse il Papato ma venne addirittura venerato come santo.

Meno male che c’è Franco Cardini (il quale però da tempo, va precisato, non si definisce più intellettuale di destra) che parla a nome dei cattolici conservatori senza addentrarsi in metafore militariste e spiegando bene il senso dell’abdicazione di Ratzinger (il Papa è sovrano e non si dimette…): “La modernità è finita – spiega in un’intervista a Il messaggero – Si è creduto nel potere assoluto della scienza, nella verità del progresso, addirittura nella fine della storia. Va fatto il contrario. Vanno rifiutate le proposte del demonio: ricchezza, potere e scienza. Questo è un messaggio importante per tutti. Anche per i cardinali. È il messaggio che ha lasciato Ratzinger”. Altro che diserzione.