La precaria che ha sbugiardato in un colpo solo Ichino e Bersani

«Compagno, scendi in strada, non restare nelle sedi del partito!» Chiara Di Domenico ha 37 anni, è la militante che ha strigliato Pier Luigi Bersani al seminario del Pd su L’Italia giusta. L’atto di accusa contro la sinistra è quello di un partito fuori dalla realtà, lontano dai problemi quotidiani della gente comune. Chiara è una lavoratrice precaria del campo editoriale, cita gli esempi di amici, colleghi e giornalisti disoccupati in età avanzata, mentre l’Italia è divisa ancora in caste. Fa nomi e cognomi, Chiara. Cita Pietro Ichino, l’economista che prima ci ha ammanito dalle colonne del Corriere della Sera le sue teorie sulla flessibilità, poi è stato candidato da Walter Veltroni nel Pd, quindi è salito sul carro centrista di Monti. Il tutto nel nome della valorizzazione della meritocrazia. Belle parole, ma Chiara svela un segreto di Pulcinella. La figlia dell’ex senatore Pd, Giulia Ichino, a 23 anni era già in Mondadori. E a 32 anni è responsabile della narrativa della casa editrice di Cologno Monzese. Cose risapute, guarda caso, svelate in un assise pubblica del Pd quando Veltroni (che ha fortemente voluto la candidatura di Ichino) ormai è fuori dalla politica e con Ichino candidato in un fronte avversario. E con la Mondadori di proprietà di Berlusconi. L’ira funesta della precaria va bene, purché non si tirino in ballo gli scheletri nell’armadio dei compagni dirigenti del partito.

Nel suo intervento la donna ha denunciato la distanza dei media verso il dramma della precarietà, dedicando le sue parole alla 37enne romana morta per infarto a una fermata dell’autobus, costretta a fare più lavori per mantenere i figli e il marito disoccupato. Della replica del compagno Bersani resterà alle cronache solo l’abbraccio alla precaria. Buono giusto per i fotografi e forse per racimolare qualche voto in più.