Se la Terza Repubblica è quella auspicata da Riccardi…

L’eredità di Monti è stata respinta dalla destra e la sinistra di Bersani sembra avere un’altra agenda. Quindi si rischia grosso. Il grido d’allarme è stato lanciato dal ministro Andrea Riccardi, in un editoriale su “Famiglia cristiana”. A parer suo, «è meglio che i partiti riflettano: non è un bene per nessuno, soprattutto per gli italiani». Ergo, tutti devono piegarsi al Monti-pensiero. Riccardi dimentica alcuni elementi: fu proprio il tecnopremier, all’inizio del suo mandato, a dire che quella del suo governo era solo una parentesi dovuta all’emergenza; ai partiti resta ancora una facoltà di giudizio e criticare l’azione dei tecnici non è lesa maestà; la famosa “eredità” di Monti è l’aumento della pressione fiscale, il record della disoccupazione, l’Imu e la benzina alle stelle. Di grandi interventi «per il bene degli italiani» non se ne ricordano poi tanti. Ma Riccardi insiste: se non si segue Monti «assisteremo a un prolungamento doloroso della Seconda Repubblica». Il problema è un altro: se la Terza Repubblica è quella dell’agenda Monti, c’è il rischio di rimpiangere la Seconda e persino la Prima. Con buona pace di Riccardi.