Sbloccati gli stipendi ai dipendenti

Sembra finire il calvario dei lavoratori dell’Idi (Istituto Dermatologico dell’Immacolata)-San Carlo, in lotta da mesi perché non ricevono lo stipendio. Ieri il commissario straordinario della sanità nel Lazio, Enrico Bondi, ha annunciato l’avvio della procedura di liquidazione a favore dei 1800 lavoratori. Lo ha reso noto un comunicato di Palazzo Chigi, che precisa che «il Tribunale fallimentare si è pronunciato a favore della liquidazione delle fatture relative al corrente maturato dal 24 ottobre, per l’importo di circa 5 milioni di euro». Successivamente si è appreso che «i finanziamenti verranno resi disponibili mercoledì prossimo (domani, ndr), a quel punto avremo la possibilità di pagare gli stipendi al personale. In questa fase possiamo disporre esclusivamente della mensilità di novembre ma, man mano che si libereranno le successive risorse, continueremo a pagare il personale con le rimesse regionali che arriveranno di volta in volta». Lo ha detto il direttore generale dell’Idi-San Carlo, Mario Braga, al termine di un tavolo in Campidoglio. Da parte sua, il sindaco Gianni Alemanno ha detto che «ci siamo impegnati a sollecitare gli istituti bancari a cui la proprietà chiederà un prestito per pagare gli stipendi arretrati, mentre la proprietà si è impegnata a presentare il piano industriale prima di Natale in modo da poter aprire il confronto con le rappresentanze sindacali rispetto al futuro». Alemanno si è anche augurato che «in questa prospettiva si sospenda lo stato di agitazione».
Il senatore Domenico Gramazio, vicepresidente della commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama, ha ricordato l’iter della vicenda: venerdì 30 novembre il sindaco Alemanno e il sottoscritto intervenimmo sul ministro della Salute Renato Balduzzi affinché richiamasse il commissario Enrico Bondi alle sue responsabilità. «In questo modo – continua Gramazio – abbiamo sbloccato cinque milioni e mezzo di euro che serviranno a pagare la mensilità di novembre ai dipendenti, ripartiti in questo modo: mensilità intera per i non medici e il 50 per cento per i medici. È molto importante quello che è avvenuto, perché per la prima volta è venuta al tavolo delle trattative la proprietà dell’istituto, rappresentata da padre Damìniele Bertoldi, capo della congregazione, insieme con il commercialista Luca Voglino. Inoltre – ha proseguito il senatore del Pdl – erano stati convocati al tavolo del Campidoglio i direttori della Asl competente, che è la RmE, il direttore della Programmazione sanitaria regionale e il direttore dell’Agenzia della sanità. I 37 milioni di euro destinati all’Idi, e attualmente pignorati, dovrebbero essere sbloccati in presenza di un piano industriale – ha spiegato ancora Gramazio – Il giudice fallimentare deve pronunciarsi per legge entro la prima settimana di febbraio».
In mattinata il sindaco Alemanno si è recato in visita al policlinico Gemelli di Roma, insieme allo stesso senatore Domenico Gramazio. Il primo cittadino ha svolto, insieme ai dirigenti, una visita della struttura. «Roma non può fare a meno del Gemelli», ha detto ricordando che anche sul Gemelli hanno pesato i tagli alla sanità. Il sindaco ha ricordato «la specificità di questa struttura sanitaria che, pur essendo privata, svolge le stesse funzioni del pubblico, con costi minori e risparmio su tutte le prestazioni». Per il sindaco si tratta di uno «straordinario vantaggio per Roma, per i cittadini, ma anche per gli equilibri economici della Regione Lazio. Siamo convinti che Bondi non possa non tenere conto della specificità dell’ospedale Gemelli. Roma non può farne meno», ha aggiunto il primo cittadino, che ha anche parlato dei tagli applicati a questa struttura: «Prima di Bondi questo ospedale ha fatto tagli di circa 100 milioni chiudendo un accordo con la Regione per 532 milioni. Ora, in base al taglio del 7% applicato a tutte le strutture non pubbliche, si chiede il risparmio di 29 milioni ogni sei mesi (con effetto retroattivo agli ultimi sei mesi del 2012) per il totale di 58 milioni l’anno. Il Gemelli vanta un credito rispetto alla Regione di circa un miliardo in termini di liquidità», ha concluso.
Alemanno ha visitato il reparto di Terapia intensiva e semintensiva neonatale, dotato di macchinari tecnologicamente avanzati ma chiuso proprio a causa di mancanza di fondi. Successivamente il sindaco ha annunciato che si terrà venerdì un incontro con il commissario alla Sanità del Lazio, Enrico Bondi. La riunione si svolgerà dopo aver fatto il punto, domani in Campidoglio, con il senatore Domenico Gramazio e con i rappresentanti delle strutture sanitarie.
Infine si è appreso che l’Ugl sarà oggi dalle 10 davanti alla Regione Lazio «insieme ai lavoratori, ai sindacati di categoria e ai rappresentanti delle imprese, per chiedere che la tutela della salute e delle professioni della sanità sia salvata dalla scure dei tagli che sta distruggendo l’intero comparto, mettendo a rischio la capacità di garantire diritti di rango costituzionale». Lo ha annunciato in una nota il segretario dell’Ugl Sanità Roma e Lazio, Antonio Cuozzo, aggiungendo che «è inaccettabile che lavoratrici e lavoratori siano costretti a salire sui tetti, a bloccare le strade, a minacciare lo sciopero della fame o addirittura il suicidio per attirare l’attenzione sulla grave situazione del comparto, così come è intollerabile che i cittadini del Lazio debbano subire il drastico taglio dei posti letto, liste d’attesa infinite e la carenza di risorse che, in alcune strutture, impedisce perfino di affrontare i casi di urgenza».