Berlusconi a tutto campo

Non si può lasciare il Paese in mano alle sinistre. Questo è il punto di partenza del suo ragionamento. I “moderati” (che Berlusconi intende per tutti quelli che non sono di sinistra) sono la maggioranza in Italia e se non si dividono sono inevitabilmente vincenti. Poi ricorda che lui ha fatto un passo indietro – precedentemente – perché Casini diceva che l’impedimento a una riunificazione del centrodestra era lui, ma una volta passato il testimone ad Alfano quello di Casini si è dimostrato un bluff, perché ha continuato a restare ostile. A quel punto – conclude – mi tocca ricandidarmi io per rimettere insieme il fronte dei moderati e impedire che prevalga la sinistra. Monti non ha fatto tutto bene, anzi, ha fatto parecchie cose sbagliate perché si è lasciato condizionare da Casini e dalla sinistra. Ma se volesse scendere in campo e rimettere insieme tutti i moderati, Berlusconi ri-farebbe un passo indietro per sostenere la sua candidatura a premier. Purché di candidatura si tratti: perché un governo è legittimo se è eletto dal popolo. Quindi Monti si deve candidare contro le sinistre, rimettere insieme i moderati, vincere e poi formare un governo di centrodestra. Ma – aggiunge Berlusconi – secondo me non si candida, perché non gli conviene. Magari gli converrebbe più fare il presidente della Repubblica. Ma se Bersani stravince, col cavolo che gli lascia quella poltrona, piuttosto ci mette Prodi, con il quale aveva preso l’impegno. E allora Monti sarebbe stato solo la clava di Napolitano contro Berlusconi per aprire la strada al fronte delle sinistre. Quindi? Ancora non si è capito bene. O, almeno, non l’ho capito io.