Il comizio è roba preistorica? Negli Usa ancora no

“Campagna con piazze vuote: lo scontro è in tv e online”. Se lo scrive Beppe Severgnini, c’è da credergli. Quelli del “Corsera” lo hanno inviato apposta a Chicago per raccontare la campagna elettorale che sceglierà l’uomo più potente della terra dei prossimi quattro anni. E Severgnini ci illumina da par suo: «Chi arrivasse oggi a Chicago non vedrebbe l’agitazione di una vigilia… Manifesti, cartelli, spille e coccarde sono invisibili. La campagna elettorale, ormai, avviene altrove». Insomma, politici italiani, voi che andate ancora a fare i comizi nelle piazze del paese, siete provinciali, superati, preistorici. Le adunate di una volta? Roba da prima Repubblica italiana. Viene da dire: meno male che c’è Severgnini, che è andato Oltreoceano per raccontarci come vanno davvero le cose. Poi accendi la tv e sulla Cnn trovi Mitt Romney davanti a una folla da stadio. Immagini di repertorio? No, di due giorni fa. Tanto per avere un’idea, in Pennsylvania, il candidato repubblicano ha tenuto un comizio davanti a venticinquemila persone. «Mai vista tanta gente dal 2004», ha scritto la stampa locale. Saranno stati americani che non hanno letto Severgnini. Non sanno come va fatta una campagna elettorale negli Usa.