Gaza, escalation «annunciata»

Si è rialzata improvvisamente la tensione in Medio Oriente, tra israeliani e palestinesi. Si tratta di un’escalation annunciata: due giorni fa “Haaretz” aveva rivelato il piano che il ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman starebbe preparando per contrastare il riconoscimento della Palestina come Stato osservatore non membro presso l’Onu, il cui voto è previsto per il 29 novembre. E il riaccendersi delle ostilità ha favorito i piani di Israele, secondo Haaretz”. Tredici palestinesi da una parte, tre israeliani dall’altra: è il numero delle vittime, accompagnate da un rilevante numero di feriti, più di cento, provocati dalla massiccia operazione aerea israeliana “Colonna di nuvola” e dal lancio di centinaia di razzi su Israele da parte di Hamas. Avviata mercoledì da Israele dopo i continui colpi sparati nelle ultime settimane dalla Striscia di Gaza in territorio israeliano, l’operazione ha avuto come primo obiettivo il comandante dell’ala militare di Hamas, Ahmed Jaabari, che è stato ucciso (i suoi funerali si sono svolti ieri sera a Gaza con la partecipazione di migliaia di persone). E se «l’aggressione di Israele continua le brigate al Qassam e Hamas attaccheranno gli israeliani, i soldati e i politici. Una pioggia di razzi si riverserà su di loro», ha affermato un portavoce di Hamas. Dall’avvio di “Colonna di nuvola” nel sud di Israele, nelle città più vicine alla Striscia, da Ashqelon a Beer Sheva, a Ashdod e ad altre località, sono cadute decine di razzi. Hamas ha sostenuto che alcuni di loro erano diretti «verso Tel Aviv». Se davvero sono stati puntati su Tel Aviv potrebbero essere stati intercettati dai sistemi di difesa “Iron dome” (cupola di ferro) mentre erano ancora in volo. Un razzo comunque è caduto vicino Jaffa.È di circa 250 il numero dei razzi sparati da due giorni verso Israele dalla Striscia di Gaza, sullo sfondo dell’escalation militare in atto. Lo riferisce l’ufficio del portavoce dell’esercito israeliano, precisando tuttavia che oltre 80 ordigni sono stati intercettati dal sistema di difesa anti-missilistico. La stessa fonte stima in circa 200 i siti colpiti dai bombardamenti israeliani sulla Striscia, indicandoli come luoghi di «attività terroristiche», oltre a diverse cellule di potenziali lanciatori di razzi prese di mira. L’obiettivo, ribadisce il portavoce, è fermare il fuoco dalla Striscia. Inoltre una potente esplosione è stata avvertita a Rishon le-Zion, quindici chilometri a sud di Tel Aviv. Si tratta dell’obiettivo più lontano da Gaza colpito finora dai razzi palestinesi. Da parte sua, il rappresentante dell’Autorità nazionale palestinese all’Onu, Rayyad Mansour, ha denunciato l’attacco con «mezzi militari illegali contro civili indifesi», mentre l’ambasciatore israeliano presso la stessa organizzazione ha controbattuto che «Hamas si nasconde dietro i suoi civili per colpire i nostri civili». Hamas, poi, per bocca di un portavoce, ha detto che in questo momento non è opportuna alcuna tregua. In serata si è aggravato, secondo la Mezzaluna Rossa, il bilancio delle vittime dei bombardamenti su Gaza: sono almeno 15 i morti da mercoledì, tra cui tre bambini, e 130 i feriti, inclusi  15 bambini e 20 donne. La situazione sanitaria nella Striscia si sta aggravando di ora in ora, ha riferito il responsabile della Mezzaluna rossa palestinese.
Il presidente Barack Obama, che ha avuto un colloquio sia con il premier di Israele Benyamin Netanyahu sia con il presidente egiziano Mohammed Morsi – che ha ritirato il proprio ambasciatore da Israele, così come quello israeliano ha lasciato il Cairo – ha «condannato» il lancio di razzi da Gaza su Israele e ha «ribadito» il diritto di Israele all’autodifesa. Anche il primo ministro di Israele Benyamin Netanyahu ha detto che «Israele continuerà a fare tutto quello che è necessario per difendersi». «Hamas – ha aggiunto – è responsabile per il lancio di centinaia di razzi sulle nostre città e i nostri bambini, ma Israele continuerà a fare qualsiasi cosa per evitare di procurare vittime a Gaza».