Crocetta manda avanti i centristi alla ricerca dei numeri che mancano

«Voglio che il nuovo presidente dell’Ars e il vicepresidente siano eletti dall’assemblea democraticamente». Dopo aver vinto ora la sfida più grande di Rosario Crocetta è quella di trovarsi una maggioranza all’Ars. Il giorno dopo la sua elezione aveva aperto a tutti anche ai grillini. Il sistema elettorale proporzionale a turno unico infatti gli ha garantito solo 39 seggi, frutto dei voti ottenuti da Pd e Udc. Ma per governare ne servono almeno 46. E lui cerca disperatamente di trovare alleati. Una strada che è tutta in salita. E si guarda a destra e a sinistra. Ora per smuovere un po’ le acque l’Udc ha lanciato l’ipotesi di dare all’opposizione la presidenza dell’Assemblea di palazzo dei Normanni includendo tra i papabili alla guida di sala d’Ercole anche un esponente del Movimento 5 Stelle, che nell’Isola è il primo partito con il 15% dei consensi. In un’intervista sulle pagine locali di Repubblica, il senatore Giampiero D’Alia, segretario dell’Udc in Sicilia, ha spiegato che «un tempo chi vinceva si prendeva tutto. Quel sistema era malato. Credo che noi dobbiamo dare alle opposizioni la presidenza dell’Ars». D’Alia pensa di arruolare Cancelleri. Ma la sola idea di offrire la presidenza dell’Ars a un grillino fa venire a molti l’orticaria. Antonello Cracolici, ex capogruppo del Pd all’Ars è cauto: «Bisognerà valutare i pro e i contro dei grillini alla presidenza dell’Assemblea regionale siciliana. È una discussione che va fatta nelle giuste sedi e non affidata a dichiarazioni estemporanee…».
Ma Cancelleri risponde picche. «No, grazie – dice – Temo che questa proposta sia fatta per bloccare una voce libera fuori dal coro. Vogliamo parlare di progetti, non di poltrone». Una risposta che non piace all’Udc: «Risposta paurosa e mediocre. La presidenza dell’Assemblea significa incidere profondamente sulla politica».