Un nuovo popolarismo fatto di solidarietà e responsabilità

Proprio come sia Alcide De Gasperi che Konrad Adenauer riconobbero già 60 anni fa – alla luce della catastrofe di due guerre mondiali – che in Europa non esiste alternativa alla cooperazione, così oggi ci appare ancor più necessaria una cooperazione maggiore per affrontare la crisi e la rapidità della globalizzazione. Italia e Germania restano due importanti motori che spingono verso il rafforzamento dell’Europa. Senza le nostre due nazioni, ma soprattutto senza il Ppe in Italia e Germania, l’Europa sarebbe un fallimento. La crisi del debito sovrano e gli sforzi per stabilizzare l’euro richiedono passi coraggiosi e determinati. L’Italia ha portato avanti notevoli riforme. Riforme volute dalle italiane e dagli italiani, di cui hanno ormai consapevolezza anche i tedeschi. Le radicali riforme degli ultimi anni in Germania hanno fatto capire alla nostra gente che gli sforzi per rendere lo Stato e le imprese sostenibili sono indispensabili. Le riforme che adottiamo in ogni paese dell’Ue per affrontare le sfide globali, servono a  rendere l’Europa competitiva. L’Europa deve mettersi "in forma" per affrontare il nuovo secolo ed è l’unico modo per garantire benessere e sicurezza sociale. Italia e Germania sono due partner forti. La nostra economia è altamente integrata. Soprattutto la mia nativa Baviera ha beneficiato del mercato italiano. Noi amiamo l’Italia non solo per le vacanze. Dobbiamo essere tutti consapevoli del fatto che ciò che più ci divide, ci può unire. I legami economici devono essere rafforzati nei prossimi anni per il bene dei nostri popoli.
Una chiara politica è necessaria più che mai in questi tempi difficili. I nostri avversari politici di sinistra predicano ancora che affrontare la crisi con le loro semplici ricette politiche sarebbe molto più facile. In questo modo mentono alla popolazione. L’estrema destra sostiene invece che tornare nei confini angusti dei nazionalismi sia la soluzione. Ciò porterebbe a mio avviso ad una nuova catastrofe. Nessuno è abbastanza forte senza gli altri partner europei. Solo insieme potremo essere abbastanza forti da superare la crisi. Il Ppe ha una posizione che si trova nel mezzo e predilige un percorso che sia serio e onesto.
Non è possibile che i popoli europei non comprendano che nell’affrontare blocchi economici di grande potenza come Stati uniti, Cina o America latina, oggi non si può più andare da soli se non si vuole rischiare di mettere a repentaglio il futuro dei nostri figli. Quando si tratta di valutare se siamo in grado di mantenere i nostri valori e la nostra prosperità sostenibile non è possibile non rendersi conto che siamo tutti nella stessa barca. Il Ppe in Italia, in Germania, come in tutta Europa non può sfuggire a questa responsabilità.

*Vice-Presidente del Gruppo PPE al Parlamento europeo, membro del consiglio del CSU e Presidente della CSU della Bassa Baviera.