Dopo 10 anni finisce (forse) l’incubo di Wang, perseguitato dai comunisti cinesi

Aveva scritto parole a favore della democrazia, osando criticare il partito comunista cinese. Troppo, davvero troppo per le autorità di Pechino. L’ingegnere Wang, oggi sessantaduenne, è stato arrestato, torturato a più riprese ed è finito in carcere per dieci lunghi anni. Solo ora è finito il suo incubo ed è tornato a casa. È meglio conosciuto come “il dissidente di Yahoo” perché incredibilmente fu condannato grazie all’aiuto del famoso motore di ricerca del web. Per risalire alla sua identità, le autorità cinesi utilizzarono la sua mail, chiedendo alla filiale di Hong Kong del gigante americano, l’identità dell’ignoto scrittore, che fu appunto rivelata. Yahoo, dopo molte polemiche, presentò le sue scuse e si giustificò dicendo che la compagnia era legalmente obbligata a fornire quelle informazioni. L’ingegnere dissidente, dopo dieci anni di terrore, è molto provato ma in discrete condizioni di salute. La famiglia però non è fiduciosa sul futuro. La moglie ha detto che Wang «sta lasciando una piccola prigione ma sta entrando in una più grande», spiegando che in questi anni la sua famiglia è stata sotto controllo della polizia. Per i prossimi due anni, Wang sarà ancora privato dei diritti politici. Tutto questo per aver detto che la democrazia è meglio della dittatura comunista cinese, in un assordante silenzio.