Voglia di riscatto dalle “goleade” subite con Monti

Ci ha pensato la corrosivaBild  – “Resa dei conti” è il titolo sparato in prima – a mettere in chiaro che la semifinale di giovedì tra Italia e Germania non sarà solo una partita di calcio, ma che dentro di sè porterà un carico di ansia, frustrazioni, rivalità storiche, politiche ed economiche che arrivano da lontano e che in questa fase di crisi dell’euro covano sotto le ceneri. Il calcio diventa così terreno di sfogo per tutti – perfino per i tedeschi – ma soprattutto per i politici italiani, pronti a cavalcare l’onda emotiva del successo azzurro sull’Inghilterra. Come fa Bersani, chiedendo a Monti di fare finalmente il Pirlo (senza promettere di non farlo lui, che forse sarebbe stato meglio), o come la Fornero che si scopre tifosa e Napolitano che si prodiga in telefonate di complimenti. Ma non perché si è vinto, eh, non siate maliziosi.

Il contropiede economico
«L’arma segreta che l’Italia economica può minacciare contro il caterpillar tedesco è il contropiede»: con uso occasionale di ardita metafora calcistica, anche un sobrio professore di Economia Politica come Emiliano Brancaccio, docente all’Università del Sannio, per una volta piega il Dio Spread alle ragioni di Eupalla. «Possiamo dire che la questione italiana oggi è proprio quella di costringere la Merkel a cedere su alcuni punti cruciali, come gli eurobond o il fondo banche, per fornirci un paracadute, per aiutarci ad affrontare i temi della crescita. Ma di fronte all’intransigenza tedesca l’Italia potrebbe essere costretta a giocare in contropiede, minacciando, e nel caso fosse necessario, uscendo dall’euro. Non lo auspico, ma è un’ipotesi in campo, in assenza di risposte adeguate dalla Germania. Ed ecco che la sfida calcistica diventa utile per rappresentare quella economica, con l’Italia che dal catenaccio può provare a sorprendere la Germania, anche a costo di prendere molti rischi…». E Monti? “Il parallelo è difficile ma una cosa la possiamo dire», prosegue Brancaccio. «Questo governo è fatto di tecnici paragonabili a mediani oscuri, manca il fuoriclasse, il Cassano, il Balotelli. Colui che inventa qualcosa per la squadra, che fa segnare, per farci crescere, non solo per trincerarci dietro le barricate».

I veleni dei tedeschi

Con un titolo provocatorio e da ultima sfida – «Italia, ora facciamo i conti» – la Bild dunque incita la nazionale teutonica alla vendetta, non solo sportiva: «La Germania può può pareggiare il conto di sei anni fa contro la bestia nera Italia». Un riferimento all’amara sconfitta subita ai mondiali del 2006, quando la Germania padrona di casa fu estromessa in semifinale (2-0) dall’Italia che poi si laureò campione del mondo. “Ancora una volta l’Italia”, si legge invece su Kicker, che sottolinea malignamente come “i grandi titoli sullo scandalo scommesse siano spariti”. «Votata all’attacco e sfrontata» è l’Italia di Prandelli vista con l’occhio della Sueddeutsche Zeitung, che sul suo sito definisce l’audace e spudorato «cucchiaio» di Pirlo – in occasione della lotteria dei rigori domenica – l’ «episodio della serata». «Giusta» la sconfitta dell’Inghilterra per il sito del settimanale Der Spiegel, la testata che qualche anno fa si segnalò per la copertina sull’Italia, pistola e spaghetti. «Non c’è da aver paura», si carica la “Spiegel”.
Goethe e i limoni (da mangiare)
Chi, come il professor Rocco Buttiglione, conosce a fondo la cultura tedesca, ci spiega che “loro non ci stimano, ma ci amano”. «Goethe parla con tenerezza infinita della
terra dove fioriscono i limoni. E tutta la cultura germanica
si muove su due direttrici: una è il “trang nach osten”, il “noi imporremo la civiltà agli slavi”. L’altra, quella del riposo, è la nostalgia del Mediterraneo. Un desiderio fortissimo di venire dove la civiltà è nata». Fatto sta che Mediterraneo o no, è capitato che i tedeschi mettessero in copertina un piatto di spaghetti con sopra la P38 ai tempi del terrorismo. Buttiglione però racconta: «Kohl dopo avere visto come era stato curato e riabilitato suo figlio in Italia dopo un incidente gravissimo mi disse: “Darei metà della nostra efficienza per avere metà della vostra umanità”. Le basta per dire che ci invidiano questa qualita? Secondo me l’uomo europeo dovrebbe essere proprio così, 50 per cento efficienza tedesca e 50 per cento umanità italiana».

Monti non tifa, la Fornero sì

La politica, ovviamente, è tutta in subbuglio per le vicende della Nazionale: quando c’è da festeggiare, perfino la Fornero prova a fare la simpatica. «Sicuramente io tiferò per l’Italia», dice il ministro del lavoro, rispondendo ad una domanda su Italia-Germania agli Europei a margine di un convegno. Ed il presidente del Consiglio Mario Monti? «Questo non glielo ho chiesto», ha risposto il ministro. Si scopre tifosissimo anche Bersani, che azzarda metafore calcistiche: «Al vertice europeo di giovedì e venerdì prossimi il premier Mario Monti segni un gol come Pirlo», azzarda il leader del Pd. Ora qualcuno spieghi al premier che non è una frase cattiva.