La messa è finita, il comizio può cominciare

Antonio Di Pietro, da ex seminarista, si scopre, se non devoto, almeno rispettoso degli orari liturgici. La piazza aureolata che ha prodotto simili effetti è quella di Alghero (città che voterà domenica per l’elezione del sindaco), dove già l’urlatore Beppe Grillo è stato rimproverato dal parroco don Tonino (stesso nome del leader Idv) perché col suo comizio disturbava la messa. Dunque, Di Pietro, accingendosi a parlare nella stessa piazza, ha pensato di adottare un comportamento più virtuoso, informandosi sui tempi della santa messa, purtroppo coincidenti proprio con quelli del suo comizio. E allora lo ha spostato di un’ora. In segno di rispetto.
Un modo, anche, per distinguersi dalle birichinate di Beppe Grillo. Grillo ha ignorato le pratiche dei fedeli? Tonino no, lui si è spinto a scrivere una lettera: «Conosco bene gli inconvenienti che possono disturbare la celebrazione della Santa Messa. Per questo ho chiesto ai rappresentanti locali dell’Italia dei valori, che stanno organizzando il mio incontro con i cittadini, di spostare l’evento a un’ora successiva alla celebrazione». Un espediente per evitare i rimbrotti di un prete che la dicoesi di Alghero ha però accusato di eccessivo protagonismo.
Nonostante gli sforzi del leader Idv di distinguersi da Grillo, i due non risultano molto diversi nella pratica dello strillonaggio, metodo che sicuramente li accomuna anziché dividerli. Di Pietro vuole però marcare una differenza, e proprio mentre il fondatore del Movimento 5 stelle afferma che tutti in Italia vogliono imitarlo. Ma non Tonino, evidentemente, che dopo avere puntato ai voti anti-casta, ha stabilito di virare su atteggiamenti più moderati, visto che nella concorrenza con i 5 stelle si trova alquanto spiazzato. Anziché rincorrere Grillo, allora, “apre” ai cattolici. Possono pregare, e dopo magari dare un’occhiatina al comizio di Di Pietro. La messa è finita, il comizio può cominciare.