I favolosi compensi della Pubblica Amministrazione

Quello che colpisce di più è il compenso del Capo della Polizia, che supera i 600mila euro l’anno. Colpisce perché da anni si discute, a ragione, della carenza di risorse delle forze dell’ordine, del fatto che non ci sono i soldi per la benzina delle volanti o per gli straordinari degli agenti che rischiano la pelle in mezzo alla strada. Seguono comunque gli altri top manager della pubblica amministrazione con stipendi che sono in media tre volte quello del Presidente della Repubblica. E sono tutti calcolati senza cumulo di incarichi e senza benefit. Significa che molti di quelli che risultano percepire mezzo milione hanno altri dieci incarichi pubblici e privati che triplicano il guadagno e con i benefit costano ai cittadini il doppio. Cifre da capogiro. E pensare che secondo i guru dell’antipolitica (che dichiarono anche loro non meno di 300mila annui) il problema era il costo della spigola al ristorante del Senato. Il paradosso è che da anni, da ogni forza politica e sociale, si moltiplicano gli appelli a mettere un tetto ai compensi che è stato anche quantificato a 294mila euro, cioè il salario di un primo presidente di Cassazione. Molti parlamentari del Pdl riproposero il “tetto” (e il divieto di cumulare incarichi) in emendamenti all’ultima manovra di Tremonti, ma senza successo. Il governo tecnico assicura che – finalmente – imporrà il limite. E se lo farà davvero forse anche il nostro voto in pagella potrebbe essere seriamente rivalutato…