Caro professor Prodi: ma lei ci fa o ci è?

Romano Prodi è indubbiamente una persona simpatica. Oddio, se avete un Iri per le mani e non sapete a chi affidarlo è meglio che guardiate altrove. E se vi trovate a una festa insieme a lui – oltre a farvi qualche domanda sulla vostra vita sociale – evitate di ingannare il tempo facendo sedute spiritiche, che poi non si sa mai bene come va a finire. Ma, al netto di ciò, il professore bolognese resta un simpaticone, è difficile volergli male. Anche per quella sua tendenza all’umorismo involontario. Ieri, per esempio, l’ex premier ha commentato la raccolta firme per il referendum “anti-porcellum” dichiarando che portare a casa più di un milione di adesioni «non è soltanto un risultato soddisfacente, è un trionfo ed è il segno di un grande desiderio di cambiamento e di farla finita con una legge elettorale che ha umiliato i cittadini». Ora, che il porcellum sia da riscrivere è chiaro a tutti. Che ce lo venga a spiegare il primo che ne ha beneficiato è però singolare, dato che la prima “umiliazione dei cittadini” sortita da quel provvedimento è stato… il governo Prodi. Ma il prof, in verità, è qualche giorno che si pavoneggia sulle prime pagine dei giornali con sortite incaute. L’altro giorno, per esempio, l’ex premier ha pontificato sulla situazione italiana e internazionale spiegando che «questa è una crisi politica del mondo perchè non c’è comando e in Italia ce ne è ancora meno». Se lo dice lui, che ha battuto il record mondiale nella specialità di “maggioranza casinista”, con ministri che scendevano in piazza contro il governo e un susseguirsi estenuante di polemiche interne, c’è da credergli. Ma il fondo Prodi lo ha toccato dichiarando: «Quando il comando politico non c’è gli uomini della finanza hanno un enorme spazio in cui agire». Presidente, si riferisce per caso a un noto premier del passato catapultato dalla Goldman Sachs a Palazzo Chigi? Presidente, ma le escono così o ha proprio deciso di prenderci per scemi?