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In Iraq centinaia di donne yazidi rapite dall’Isis. Il governo di Baghdad chiede l’intervento internazionale

In Iraq centinaia di donne yazidi rapite dall’Isis. Il governo di Baghdad chiede l’intervento internazionale

Dall’Iraq arriva la notizia di un caso simile a quello delle studentesse nigeriane rapite in primavera dall’organizzazione jihadista Boko Haram: centinaia di donne e ragazze della minoranza religiosa degli Yazidi, seguaci di una religione pre-islamica che si ispira allo zoroastrismo, sarebbero state fatte prigioniere dai miliziani dello Stato islamico (Isis), che si sono impadroniti della città […]

di Redazione - 6 Agosto 2014

La Cei si appella ai media: «Troppo silenzio sui cristiani perseguitati in Africa e in Medio Oriente»

La Cei si appella ai media: «Troppo silenzio sui cristiani perseguitati in Africa e in Medio Oriente»

L’Europa è «distratta ed indifferente, cieca e muta davanti alle persecuzioni di cui oggi sono vittime centinaia di migliaia di cristiani». L’allarme arriva dal presidente della Cei in un “appello” con cui indice anche una giornata di preghiera, il prossimo 15 agosto, per i cristiani perseguitati, segnalando in particolare la situazione di Iraq e Nigeria. […]

di Redazione - 2 Agosto 2014

Iraq: cristiani in fuga da Mosul dopo le minacce jihadiste. Bruciato il vescovado della città

Iraq: cristiani in fuga da Mosul dopo le minacce jihadiste. Bruciato il vescovado della città

Praticamente l’intera comunità cristiana di Mosul, la seconda città dell’Iraq caduta il mese scorso nelle mani dei jihadisti dello Stato islamico, è stata costretta a fuggire nelle ultime ore, dopo che i miliziani avevano intimato loro di convertirsi all’Islam o di pagare la Jiziya, il prezzo della “protezione“ alle minoranze religiose previsto dall’antica legge islamica.

di Redazione - 19 Luglio 2014

Il drammatico primato della Cina: anche quest’anno detiene il record delle condanne a morte

Il drammatico primato della Cina: anche quest’anno detiene il record delle condanne a morte

Non è difficile andare al patibolo in Cina: con il codice repressivo di Pechino venire condannati a morte è semplice come bere un bicchiere d’acqua, specie da quando è stata di fatto giuridicamente istituzionalizzata l’omologazione tra la causa indipendentista e l’accusa di terrorismo, complotto antigovernativo e complicità con diverse organizzazioni criminali.

di Bianca Conte - 18 Luglio 2014