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Accattivante il progetto dall’impronta green dello chef Paolo Angelucci e della moglie Clarissa Civilini, storica dell’arte, che, a seguito di un accurato recupero di un terreno affacciato di fronte al borgo di Subiaco, hanno creato un orto bio direttamente collegato alla struttura ecocompatibile in cui è posto il ristorante e una galleria d’arte. Il menù è fortemente legato al territorio e alla stagionalità, con una cucina ispirata alla tradizione e con un interessante tocco creativo per un risultato piacevole ma non scevro di qualche errore negli equilibri. Disponibili, oltre alla scelta à la carte, due percorsi degustazione da 40 e da 65 euro. All’arrivo si viene accolti da un piccolo appetizer, nel nostro caso un’ottima polpetta di cavolo nero dalla frittura croccante, adagiata su una salsa di lasagna con gocce all’aglio nero. Tra gli antipasti abbiamo scelto un eccellente carciofo alla brace, esaltato dal suo olio, e un uovo poché con tartufo uncinato, entrambi coperti da una buona spuma di pecorino che, se fosse stata dosata con più parsimonia, avrebbe giovato a entrambi i piatti. Equilibrato, invece, l’ottimo manzo affumicato cotto a 60°C e servito con salsa alle erbe e cardoncelli arrosto. Passando ai primi, cremosità corretta nel tonnarello cacio e pepe al limone con battuto di gamberi di fiume, in cui, però, l’aroma agrumato tendeva a prevalere e i crostacei non riuscivano ad emergere in modo ottimale. Gusto avvolgente per la pappardella ripiena con un goloso ragù di cortile con cappone, anatra e maiale, mentre tra i secondi abbiamo apprezzato la cottura perfettamente rosata del controfiletto di manzo alla brace con estratto di funghi ed erbe aromatiche e il succoso petto d’anatra con fondo agrumato e crocchetta di cavolo nero. Chiusura in dolcezza con il goloso bigné craquelin con crema agli agrumi, decisamente ricca di buccia di arancia, e caramello salato; buono anche il biscuit al cioccolato con croccante salato e mousse alla nocciola, in cui però mancava la parte croccante sopra nominata. Caffè leggermente sottoestratto.
Una costruzione moderna costituita da un ampio open space con grandi vetrate che affacciano sulla vallata che si apre di fronte al borgo di Subiaco. Arredo minimale, con tavoli ben distanziati e quadri sulle pareti bianche. Nella bella stagione si può fruire degli spazi esterni.