Il report: tutti i fallimenti
Gualtieri sogna il bis, ma Roma vive nella paura: due cittadini su tre insicuri dopo il tramonto. E il Censis boccia trasporti e pulizia
Il sindaco lancia la sua ricandidatura e prepara la festa all''Auditorium, ma i dati gli rovinano il brindisi: i cittadini si sentono in periclo la sera, le donne soprattutto. E di giorno bus e rifiuti restano un incubo
Mentre il sindaco di Roma Roberto Gualtieri prepara la corsa per il bis e dall’Auditorium rilancia la sua canditatura alle comunali del 2027, il Censis presenta il conto: il 67,7% dei romani ha paura nelle ore notturne: quasi uno su due denuncia il caos della mobilità. E la pulizia resta un miraggio. C’è la Roma dei proclami, dei grandi annunci e delle inaugurazioni. E poi c’è la Roma reale, quella dei cittadini che ogni giorno fanno i conti con strade sporche, trasporti inefficienti, traffico paralizzante e una crescente sensazione di insicurezza. Due città che sembrano viaggiare su binari paralleli, senza incontrarsi mai. Proprio mentre il sindaco Roberto Gualtieri scalda i motori della campagna elettorale per conquistare un secondo mandato in Campidoglio, arriva il Censis a guastare la festa, mettendo nero su bianco le preoccupazioni dei romani.
La fotografia scattata dall’indagine «Roma: metropoli e quartiere», realizzata su un campione di 1.500 residenti, racconta una Capitale che continua ad amare se stessa; racconta di cittadini che non cambierebbero quartiere; ma racconta anche di cittadini che faticano sempre di più a convivere con i suoi problemi quotidiani. E soprattutto – il dato più preoccupante- c’è una città nella quale due cittadini su tre non si sentono sicuri quando cala il buio. Un dato che pesa come un macigno sul bilancio dell’amministrazione capitolina.
Roma, due cittadini su tre hanno paura di notte. Per le donne va ancora peggio
È la sicurezza il dato più allarmante dell’indagine. Il 67,7% dei romani dichiara di sentirsi insicuro nelle ore notturne. Una percentuale che sale addirittura al 75,9% tra le donne. Significa che tre donne su quattro vivono con preoccupazione l’idea di muoversi per le strade della Capitale dopo il tramonto. Tornare a casa dopo una giornata di lavoro, raggiungere la fermata di un autobus, attraversare una piazza poco illuminata o uscire da un ristorante diventano situazioni che molti cittadini affrontano con apprensione, secondo l’istituto di ricerca. E non si tratta soltanto di una sensazione legata al presente: il 57,7% degli intervistati ritiene che la sicurezza sia peggiorata negli ultimi cinque anni.
Di giorno il quadro cambia: l’80,4% dei romani dichiara di sentirsi sicuro. È dunque soprattutto la serata e la notte a trasformare la percezione della città, facendo emergere una frattura che chi governa Roma non può liquidare come un problema secondario. C’era anche il sindaco Gualtieri alla presentazione dell’indagine. Di fronte ai dati ha provato a rassicurare i cittadini con frasi di circostanza, sostenendo che «rispetto al passato i reati sono diminuiti»; e riconoscendo comunque la necessità di intervenire sulla percezione di insicurezza. Il sindaco ha rivendicato il piano per la sicurezza notturna, con i tutor riconoscibili dalle pettorine già presenti in alcune zone centrali e destinati, nelle intenzioni dell’amministrazione, anche a bus e metropolitane. Ma la domanda resta: basteranno le pettorine a restituire ai romani la tranquillità di uscire di casa dopo il tramonto?
Trasporti, la grande bocciatura: quasi un romano su due denuncia il caos della mobilità
Di giorno non preoccupa la sicurezza, epperò ci sono altre croci per i romani: i trasporti esasperano. Il 46,3% dei residenti indica nella mobilità il principale problema della Capitale. Un giudizio pesantissimo per una città nella quale spostarsi da un quartiere all’altro può trasformarsi in una corsa a ostacoli tra traffico, attese e collegamenti insufficienti. Il 70,5% degli intervistati ritiene che per rendere Roma più sostenibile sia necessario migliorare il trasporto pubblico. Una richiesta che suona come una bocciatura dell’attuale offerta di bus e metropolitane.
E qui emerge un’altra contraddizione delle politiche capitoline. Mentre il Campidoglio punta sulla mobilità alternativa, sulle ciclabili e sulle limitazioni al traffico privato, il 56,1% dei romani continua a utilizzare prevalentemente l’automobile per i propri spostamenti. Non necessariamente per scelta, ma in una città nella quale il mezzo privato resta per molti la soluzione più praticabile. Cosa vuol dire? Che il 28,3% dei residenti trascorre oltre un’ora al giorno invischiato negli spostamenti. Tempo sottratto al lavoro, alla famiglia e alla vita privata. Gualtieri – racconta un reportage del Tempo- ha ammesso di essere rimasto colpito dalla percentuale di cittadini che utilizzano l’auto: «Mi stupisce e non va bene il dato ancora troppo alto di chi usa la macchina per spostarsi». Ma guarda… Ma il punto, per i romani, è proprio questo: prima di chiedere ai cittadini di lasciare l’automobile in garage, bisognerebbe offrire un’alternativa davvero efficiente. E Gualtieri in cinque anni ha fallito.
Strade sporche e quartieri degradati: il decoro resta un’emergenza
Poi c’è l’altra grande questione irrisolta della Capitale: il degrado urbano. Per il 30,2% dei residenti la scarsa pulizia e manutenzione degli spazi pubblici rappresenta il problema principale della città. Un dato che racconta il disagio quotidiano di chi vive tra marciapiedi dissestati, strade trascurate, rifiuti e spazi pubblici che avrebbero bisogno di interventi costanti. Non soltanto nelle periferie, ma anche in tante zone centrali e semicentrali. Ancora più significativo il fatto che il 48,4% degli intervistati ritenga che nel proprio quartiere ci sia degrado. Quasi un romano su due, dunque, denuncia condizioni di trascuratezza proprio nei luoghi nei quali trascorre la maggior parte della propria vita. Lo stesso Espresso, settimanale non esattamente di centrodestra, totolò un’inchiesta del 2023 così: “Dopo 15 mesi di Gualtieri roma è ancora un immondezzaio”. Ecco, dopo quasi 5 anni la situazione è peggiorata.
I romani amano la Capitale, ma temono che diventi una città per pochi
È il paradosso di una città che continua a essere amata dai suoi abitanti, ma che non riesce a garantire standard adeguati di pulizia, manutenzione e vivibilità. Resiste – secondo l’indagine Censis- la voglia di restare. Il 54,7% degli intervistati non lascerebbe Roma, una quota che raggiunge il 61,2% tra i 18 e i 34 anni. Ma l’amore per la città non cancella le preoccupazioni per il futuro. Oltre la metà dei romani teme che tra dieci anni la Capitale possa diventare sempre meno accessibile, a causa dei servizi e delle difficoltà negli spostamenti.
E mentre Gualtieri prepara la campagna per il secondo mandato, i numeri dell’indagine ricordano che la vera sfida non si gioca sul palcoscenico degli eventi elettorali, non si gioca con le pacche sulle spalle tra alleati, ma ogni giorno alle fermate degli autobus, nelle strade dei quartieri e nelle piazze che, dopo il tramonto, troppi cittadini non attraversano più con serenità. Perché una Capitale può anche cambiare volto. Ma se i suoi abitanti continuano ad avere paura, a perdere ore nel traffico e a convivere con il degrado, la trasformazione rischia di rimanere soltanto uno slogan.