Guerra tra gruppi rivali
Poggibonsi, faida tra famiglie a colpi di machete: spunta perfino una pistola lanciarazzi. Quattro in carcere
Sparatorie, un minorenne sequestrato e rapinato, risse in pizzeria e droga. Dieci indagati nell'inchiesta della Procura di Siena, cinque misure cautelari. Tra i protagonisti delle violenze anche cittadini stranieri. L'ombra dello spaccio dietro gli scontri
Una pistola lanciarazzi nascosta in casa, machete sfoderati in pizzeria, spari, spedizioni punitive e persino il sequestro di un minorenne. È il quadro ricostruito dagli investigatori a Poggibonsi, in provincia di Siena, dove una faida tra due gruppi familiari rivali avrebbe trasformato le strade cittadine in teatro di ripetute violenze. Un’escalation culminata nell’operazione scattata venerdì 9 ottobre: dieci indagati, quattro persone finite in carcere e una donna agli arresti domiciliari. Dietro la spirale di aggressioni potrebbe nascondersi una contesa legata allo spaccio di stupefacenti.
La guerra tra una famiglia italiana e una nordafricana
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Siena e condotta congiuntamente da Polizia e Carabinieri, ha ricostruito una successione di episodi tra luglio e settembre. Protagonisti due gruppi contrapposti, descritti dal Corriere di Siena nelle cronache di luglio come una famiglia italiana e una nordafricana, entrambe residenti a Poggibonsi. Tra i destinatari delle misure cautelari figurano tre stranieri di 19, 24 e 33 anni e due italiani, padre e figlia, rispettivamente di 54 e 30 anni.
Secondo quanto ricostruito da Siena News, le tensioni sarebbero esplose dopo la scarcerazione di un giovane già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati alla droga. Da lì, un’aggressione con un’arma da taglio, una spedizione punitiva con mazze da baseball e bottiglie rotte e infine l’assedio a un’abitazione, dalla quale sarebbero partiti alcuni colpi di pistola.
Le successive perquisizioni hanno portato al sequestro di una pistola lanciarazzi nell’abitazione del 54enne italiano, classificata come arma comune da sparo. Nelle indagini di luglio erano state sequestrate anche una pistola ad aria compressa e una pistola a salve.
Il minorenne rapito e la rissa con il machete
Uno degli episodi più inquietanti risale al 17 luglio, quando un minorenne straniero sarebbe stato prelevato dalla strada, caricato a forza su un’automobile e sequestrato per circa due ore e mezza. Il ragazzo sarebbe stato minacciato con un coltello, picchiato, ferito, rapinato di 60 euro e costretto a realizzare un filmato.
L’11 agosto, invece, cinque persone si sarebbero affrontate in una pizzeria del centro utilizzando un machete e un cacciavite acuminato. Feriti uno dei partecipanti e un agente di Polizia intervenuto per fermare la rissa.
Il 31 agosto la violenza si è spostata nelle strade cittadine, con una sassaiola tra le fazioni rivali e diverse automobili danneggiate. Il 20 settembre, infine, un giovane sarebbe stato minacciato con una pistola, picchiato e rapinato del cellulare e di 200 euro.
Cocaina, 10mila euro in contanti
A rafforzare i sospetti degli investigatori sono stati i sequestri effettuati durante il blitz del 9 ottobre. In un garage sono stati rinvenuti 95 grammi di cocaina e 35 grammi di hashish, con due arresti in flagranza per l’ipotesi di detenzione ai fini di spaccio. In una camera da letto sono stati inoltre scoperti oltre 10mila euro in contanti.
È dunque una guerra per il controllo dello spaccio? Il procuratore di Siena, Andrea Boni, mantiene la cautela: «Non abbiamo certezze, ma ci sono elementi che fanno ricollegare questi episodi a una conflittualità probabilmente legata allo spaccio di sostanze stupefacenti».