Il paradosso
Trieste, i volontari pro migranti in “sciopero” contro… i migranti. “Ci aggrediscono, ora ci fermiamo”
Si fermano, incrociano le braccia, per protesta, in una sorta di sciopero bianco dell’assistenza ai migranti richiedenti asilo. Motivo? Sono vittima di aggressioni e insulti da parte degli stessi migranti, in una piazza di Trieste. La clamorosa decisione è delle associazioni Linea d’Ombra e Fornelli resistenti, che da anni assistono i richiedenti asilo in piazza Libertà. Per una settimana verrà meno il loro impegno quotidiano nell’offrire cure e cibo a chi arriva a piedi dalla rotta balcanica. I volontari delle associazioni dichiarano di aver subito minacce da pusher stranieri e immigrati della zona. “«In questi giorni – ha spiegato ai giornali locali Gian Andrea Franchi, vice presidente di Linea d’Ombra – si sono verificati episodi spiacevoli e inaccettabili. Un afghano, ex detenuto, ci ha ripetutamente minacciati, ci ha aggrediti verbalmente, arrivando quasi a strattonarci. Lui e un altro suo connazionale stanno influenzando altri migranti. Un piccolo gruppo in realtà, ma la situazione è diventata problematica. Questa persona, nota alle forze dell’ordine, ci accusa di essere la causa della sua incarcerazione. Lui e l’altro stanno influenzando anche altri migranti”.
La protesta delle associazioni che si occupano di migranti
Nei giorni scorsi si è svolto un servizio straordinario di controllo da parte della polizia di Stato in piazza Libertà, scattato anche a causa di “condotte aggressive poste in essere nei confronti di due giornalisti e di una donna appartenente a un’associazione di volontariato operante nell’area”, riporta una nota della Questura, e specifica che alcuni frequentatori abituali della piazza si sono “distinti per atteggiamenti particolarmente aggressivi, un comportamento di sostanziale rivendicazione della piazza quale spazio di propria pertinenza”.