Il corteo dell'odio ideologico
No Tav, vergogna Campo largo: Appendino e Avs in marcia tra insulti agli agenti e bandiere pro-Pal. Montaruli: sinistra sotto scacco delle frange radicali
M5S e l'alleanza Bonelli-Fratoianni ritrovano il miraggio dell'unità sfilando al fianco dell'estremismo rosso-verde tra attacchi alle forze dell'ordine e follie ideologiche
Il Campo largo si unisce solo sul terreno No Tav: divisi su tutto, Avs e M5S sfilano a braccetto al corteo dell’odio tra insulti alle forze dell’ordine e lo sventolio delle bandiere palestinesi. Stando alle notizie e alle dichiarazioni dal fronte incandescente della Tav, l’alleanza giallorossa ritrova l’unità nell’unico “campo” in cui sa esprimersi al meglio: la demagogia anti-infrastrutturale e i “frizzi e lazzi” collaterali con l’estremismo rosso di piazza.
M5S e Avs in marcia No Tav col corteo dell’odio tra insulti agli agenti e bandiere palestinesi
Così, alle porte di Torino, ieri è andata in scena l’ennesima ed esplicita dimostrazione di subalternità della sinistra parlamentare alle frange più radicali dell’antagonismo. Tra la Bassa Val di Susa e Avigliana, l’asse formato da Alleanza Verdi-Sinistra e Movimento 5 Stelle si è messo “festosamente” in marcia al fianco dei No Tav, in un corteo preceduto e segnato da un clima d’odio indirizzato da subito direttamente alle forze dell’ordine.
A guidare il corteo c’erano figure di primissimo piano del campo progressista: dall’ex sindaca di Torino e deputata grillina Chiara Appendino, al vicecapogruppo di Avs alla Camera Marco Grimaldi. Una parata ideologica mascherata da “difesa del territorio” contro la tratta Avigliana-Orbassano, con il consueto repertorio di argomentazioni disfattiste: la Tav definita come un «binario morto» e un «cantiere fantasma», la richiesta di definanziare un corridoio europeo strategico per dirottare risorse altrove e la solita retorica “anti-cementificazione”.
Chiara Appendino M5S versione No Tav
Non stupisce allora che, alla marcia contro la tratta Avigliana-Orbassano, sin dai primi passi la la deputata M5S Chiara Appendino abbia dichiarato entusiasticamente: «Guardate chi c’è oggi qui: sindaci con la fascia tricolore, amministratori, famiglie. Siamo qui a testa alta e con la coerenza e la ragione di chi già 15 anni fa denunciava i problemi della Tav Torino-Lione».
E Avs schiera lo stato maggiore dell’esercito ecologista
Parole a cui hanno fatto prontamente eco quelle di Marco Grimaldi, vicecapogruppo di Avs alla Camera. Di Alice Ravinale, capogruppo di Avs in consiglio regionale Piemonte. E di Sara Diena, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra Ecologista in Comune a Torino. I quali, appena in cammino hanno sentenziato: «Siamo ecologisti, siamo per i treni, per il trasporto pubblico, per togliere merci dai Tir. Ma se siamo qui è perché questo non è un treno. È un binario morto. Un pozzo senza fondo di denaro pubblico che servirebbe a ben altro»…
Tav, Grimaldi-Ravinale-Diena (Avs): «Siamo contro un binario morto»
Tutto – come riporta Adnkronos sul corteo – con tanto di amministratori della Bassa Val di Susa e No Tav in marcia insieme agli assessori all’ambiente di Rivoli e Collegno in quota Avs, Angelo Tribolo e Roberto Bacchin. I co-portavoce provinciali di Europa Verde Erica Bevilacqua e Vito Rosiello. La consigliera regionale Valentina Cera. E il consigliere comunale a Torino, Emanuele Busconi.
Corteo No Tav e i passi della vergogna
Ma la vera vergogna, allora, risiede nel contesto. Solo due mesi fa, gli scontri provocati dalle frange antagoniste nei cantieri di San Didero, Salbertrand e Chiomonte si chiusero con un bilancio drammatico di agenti feriti e devastazioni. E alla vigilia di questa nuova mobilitazione, i canali social ufficiali del movimento No Tav hanno diffuso video conditi da spregevoli insulti rivolti ai poliziotti impegnati nei presidi, bollati apertamente come «servi». Un linguaggio d’odio intollerabile, rispetto al quale né la Appendino né i vertici rossoverdi hanno ritenuto opportuno prendere le distanze, ignorando – viene da pensare – il fatto di sfilare spalla a spalla con chi considera la polizia un nemico.
Montaruli denuncia: la sinistra ormai «sotto scacco delle frange più radicali»
Un elemento che non può passare inosservato, e su cui, non a caso, è intervenuta la deputata di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli, sottolineando come la presenza di Avs e M5S certifichi come la sinistra sia ormai «sotto scacco delle frange più radicali». E rilevando come, evidentemente, per il sacro totem dell’ideologia anti-progresso, la sinistra parlamentare rinuncia ancora una volta a essere forza istituzionale, scegliendo di sabotare lo sviluppo del Nord-Ovest. E preferendo strizzare l’occhio a chi insulta le divise nei cantieri.
Ecco allora il commento del vicecapogruppo di Fdl alla Camera dei deputati, Augusta Montaruli, affidate a un comunicato diramato ieri e che chiudono, emblematicamente, il discorso. «”Servi di Sitaf e di Telt”. Con queste parole, (alla vigilia della marcia, ndr) i No Tav si sono resi colpevoli dell’ennesima provocazione ai cantieri in vista della marcia odierna. Il campo largo ha organizzato e marcia con chi insulta i poliziotti, li provoca e li aggredisce, con un movimento che ha rivendicato e rivendica l’assalto ai cantieri di qualche settimana fa».
Dai No tav a Askatasuna, passando per le piazze di Torino negate alla polizia penitenziaria…
E se quello della sera prima del corteo, Montaruli lo etichetta usando le stesse parole dei manifestanti: un «”aperitivo”. Oggi – aggiunge l’esponente di FdI riferendosi alla marcia di ieri – si assiste alla compresenza «da un lato delle forze dell’ordine. Dall’altro dei centri sociali scortati da autorevoli esponenti dei partiti del centrosinistra», «mentre ancora il sindaco Lo Russo pensa a come coccolare il cerchio magico intorno ad Askatasuna». Per non parlare delle piazze di Torino negate alla polizia penitenziaria in aperta dissonanza…
Concludendo: «Chi vorrebbe governare l’Italia non solo non prende le distanze dai violenti. Ma ci va a braccetto tentando di rimettere in discussione il progetto di un’opera strategica. E mettendo ancora una volta in difficoltà Torino e il Piemonte. Intanto, dai social dei collettivi partono già i proclami di rivendicazione. La manifestazione (di ieri, ndr) è la plastica dimostrazione di come la sinistra parlamentare sia sotto scacco delle frange più radicali». Non serve davvero aggiungere altro…