La risposta del giovane
Minacce al candidato di Azione universitaria a Trento: la frase choc e il volantino con l’immagine di Piazzale Loreto
Il volantino è corredato con una scritta nera inquietante e inequivocabile: «Zaffiro attento, ancora fischia il vento». Ma l'esponente di Au non fa passi indietro e commenta l'intimidazione ricevuta, parlando di una «logica miserabile, che non ha nulla a che vedere con il dibattito democratico»
Politica - di Gabriele Caramelli - 29 Ottobre 2026 alle 20:35
I professionisti dell’odio rosso si sono dilettati, ancora una volta, in un’operazione di intolleranza ideologica mescolata alle minacce di morte. È accaduto all’università di Trento, dove Alessandro Zaffiro, candidato rappresentante del dipartimento di Sociologia e al Senato accademico con Azione Universitaria, è stato vittima di un attacco deprecabile. La sua foto è stata appesa il 28 ottobre nella bacheca dell’ateneo accanto a quella del cadavere di Benito Mussolini, appeso a testa in giù a piazzale Loreto. Il volantino è corredato con una scritta nera inquietante e inequivocabile: «Zaffiro attento, ancora fischia il vento». Le elezioni universitarie si svolgeranno il 17 e il 18 novembre, ma qualcuno sta già pensando di alzare la tensione.
Come ha spiegato l’esponente di Au, «ne. Il problema non è soltanto il contenuto dei volantini, ma ciò che rivelano del modo in cui alcuni soggetti intendono fareQuanto accaduto è molto grave e non può essere sottovalutato come una semplice provocazio politica: quando non si è in grado di sostenere un confronto nel merito, si prova a sostituirlo con l’intimidazione». Poi ha aggiunto: «È una logica miserabile, che non ha nulla a che vedere con il dibattito democratico e che deve essere condannata da tutti senza alcuna ambiguità. Chi ha realizzato e diffuso questi volantini dovrebbe spiegare quale contributo pensi di aver dato alla vita universitaria. Quale idea abbia difeso. Quale argomento abbia portato». Ma la risposta è evidente: «Nessuno».
Minacce al candidato di Azione universitaria a Trento: la frase choc e la foto di piazzale Loreto
Nella nota, Alessandro Zaffiro parla della vicenda che l’ha coinvolto: «C’è soltanto il tentativo di intimidire un candidato attraverso un messaggio violento. Un modo di agire che dimostra soltanto codardia e incapacità di misurarsi con chi sostiene idee diverse». Insomma, «non si tratta di una normale manifestazione di dissenso. Evocare la violenza per colpire una persona che si candida alle elezioni universitarie è tutt’altro che accettabile. Quando un’azione politica viene costruita attorno all’immagine di uno studente appeso a testa in giù, è legittimo chiedersi quale sia il confine che i suoi autori ritengono di poter superare».
Il candidato di Azione universitaria fa anche un parallelismo con la realtà che circonda l’ateneo: «Se questo è il livello del confronto che qualcuno intende proporre agli studenti, il giudizio sulla sua povertà politica è inevitabile. Non è accettabile che la partecipazione alla vita politica universitaria debba essere accompagnata da simili tentativi di pressione».
La solidarietà da parte di Au
Venuta a conoscenza dell’intimidazione di cui è stato vittima Zaffiro, l’esponente di Au Bologna al Cnsu, Valeria Petrini, ha espresso vicinanza sui social al candidato: «I “veri democratici” mostrano ancora una volta il loro volto. Chissà se l’Udu (universitari di sinistra ndr) e le liste di sinistra riusciranno ad esprimere solidarietà…ne dubito. Nel caso, ci pensiamo noi: tutta la nostra solidarietà, da parte di Au Bologna».