Il vertice di maggioranza
Manovra, operazione famiglie e ceto medio: il governo accelera. Il testo atteso domani in Cdm
L'esecutivo al lavoro sugli ultimi dettagli: la linea guida è concentrare le risorse per sostenere il potere d'acquisto e rafforzare la crescita, mantenendo alta la necessaria attenzione alla tenuta dei conti pubblici
Le misure per famiglie e ceto medio, il sostegno a giovani e anziani, gli interventi sul fisco e il sostegno alle imprese, nonché il potenziamento del sistema sanitario. Sono le priorità in vista della manovra, che il governo punta di varare nel Consiglio dei ministri dei domani. Il lavoro procede a ranghi serrati, con continue interlocuzioni per definire gli ultimi dettagli: nella serata di ieri si è svolto il terzo vertice di maggioranza nell’arco di una settimana per fare il punto sull’avanzamento dei lavori.
Il focus della manovra su potere d’acquisto e crescita
Un impegno certosino per concentrare al massimo le risorse disponibili su interventi mirati a “sostenere il potere d’acquisto, rafforzare la crescita e dare impulso all’economia, coniugando queste priorità con la necessaria attenzione alla tenuta dei conti pubblici”, come trapelato da fonti di maggioranza.
Il vertice di maggioranza
Al vertice, presieduto dalla premier Giorgia Meloni, hanno preso parte i leader della coalizione – i due vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e Maurizio Lupi – e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Insieme hanno fatto il punto anche sulle interlocuzioni con la Commissione europea sull’utilizzo della clausola nazionale di salvaguardia (NEC), in particolare per le misure in materia di energia. Il confronto punta a chiarire gli interventi ammissibili e i relativi margini di flessibilità e prosegue “in un modo proficuo”, hanno sottolineato ancora le fonti.
Le interlocuzioni con l’Ue
Lo stesso portavoce della Commissione Ue, Thomas Regnier, parlando con l’agenzia di stampa Adnkronos, ha sottolineato che “in qualità di Commissione Ue, abbiamo già valutato la richiesta dell’Italia di attivare la clausola di salvaguardia nazionale (Nec), che è attualmente all’esame del Consiglio. Continuiamo a mantenere un dialogo costruttivo con le autorità italiane riguardo all’utilizzo concreto della clausola Nec” per le spese relative a difesa e energia. “Questo confronto è ancora in corso e spetta in ultima analisi all’Italia decidere come avvalersi di questa flessibilità. La Commissione verificherà successivamente la compatibilità delle misure adottate con le regole fiscali dell’Unione europea”, ha spiegato, ricordando i passaggi formali necessari secondo le procedure di Bruxelles.