Sfogo e colpo di scena
Garlasco: “Maledetta Chiara, i Poggi e chi non li fa morire”: la frase choc della mamma di Sempio dalle intercettazioni
Un'indagine tra brividi e sospetti: cosa registrano le cimici dallo sfogo della madre del nuovo indagato sulla vittima e fino al confronto con Alberto Stasi. Al centro anche la "vexata quaestio" dell'impronta della scarpa sulla scena del crimine e la misura del piede dell'assassino
«Maledetta Chiara, i Poggi e il porco (bestemmia) che non li fa morire… maledetta». Sono alcune delle parole pronunciate da Daniela Ferrari, mamma di Andrea Sempio, e registrate dalle intercettazioni nell’autunno del 2025. Lo sfogo arriva quasi vent’anni dopo la morte di Chiara Poggi e si inserisce in un quadro familiare descritto dagli investigatori come particolarmente preoccupato e diffidente. Sempio, 38 anni, oggi è infatti nuovamente indagato per l’omicidio della giovane, uccisa il 13 agosto 2007, e nei giorni scorsi è arrivata la notizia della chiusura delle nuove indagini da parte della Procura di Pavia.
Garlasco, la frase choc della mamma di Andrea Sempio nelle intercettazioni: «Maledetta Chiara»
Non bastava la tempesta (tutt’altro che “in un bicchier d’acqua”, come l’hanno definita le parti civili, i legali della famiglia Poggi) che si è abbattuta sui Ris che nel 2007 erano in azione per le indagini su Alberto Stasi. Ora emergono anche le intercettazioni che mettono di nuovo al centro della scena – dopo la parentesi mediatica delle lettere spedite in carcere ad Alberto Stasi – la mamma di Andrea Sempio, come ribadito in apertura, indagato dalla Procura di Pavia come sospetto dell’omicidio della povera Chiara Poggi.
Nuovi colpi di scena e inquietanti interrogativi
Dunque, ci risiamo: a quasi vent’anni dal delitto di Garlasco, nuovi elementi d’indagine tornano a scuotere l’opinione pubblica con il deposito di ulteriori, pesanti intercettazioni. Al centro della bufera ci sono le parole pronunciate nell’autunno del 2025 da Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, l’uomo oggi trentottenne iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Pavia.
Lo sfogo della mamma di Andrea Sempio e i dubbi degli inquirenti di Pavia
In uno sfogo catturato dagli investigatori, la donna lascia trapelare una fortissima tensione familiare accumulata negli anni: «Maledetta Chiara, i Poggi e il porco […] che non li fa morire… maledetta». Un’invettiva condita da un’imprecazione che, certo, restituisce la fotografia di un clima domestico esasperato e sotto costante pressione mediatica e giudiziaria. Ma che, al tempo stesso, si inserisce nella complessa informativa che i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano hanno consegnato ai magistrati pavesi a seguito della recente chiusura delle nuove indagini.
Garlasco, il fascicolo e le intercettazioni della mamma di Sempio che ineriscono le indagini…
Un fascicolo che contiene diversi colloqui ritenuti rilevanti per delineare il contesto (teso) e le reazioni (forti) dei protagonisti di questa nuova pagina giudiziaria. Non si tratta infatti dell’unico passaggio emerso dalle cimici. Già nelle ore precedenti erano filtrate altre dichiarazioni risalenti all’ottobre 2025, in cui la madre di Sempio contestava con forza le modalità dei rilievi condotti su suo figlio: «Venerdì l’hanno chiamato a prendere le misure… Ma perché non gliele avete prese a Stasi? A mio figlio gli prendete le misure venti anni dopo… venti anni dopo che è venti chili in più»…
Elementi, dubbi e quella conversazione ritenuta “rilevante”…
Non solo. Perché nel corso dello sfogo la donna fa emblematicamente notare come la corporatura del figlio fosse inevitabilmente cambiata nel tempo, mantenendo identico però, rispetto al 2007, solo il numero di scarpe… Elementi, dubbi e – soprattutto – una conversazione ritenuta “rilevante” è inserita nell’informativa che i carabinieri del nucleo Investigativo di Milano hanno consegnato alla Procura di Pavia che indaga sul delitto di Garlasco per cui è stato condannato l’allora fidanzato della ventiseienne.
Garlasco, la mamma di Sempio, Sempio stesso e Stasi e quelle ferite mai rimarginate
Così, mentre Alberto Stasi sta finendo di scontare la condanna definitiva per l’uccisione della fidanzata, avvenuta il 13 agosto 2007, le nuove evidenze raccolte dagli inquirenti riaprono ferite mai del tutto rimarginate. Con le frasi choc della signora Ferrari che aggiungono un drammatico carico emotivo e mediatico a una vicenda giudiziaria che, a distanza di due decenni, continua a riservare colpi di scena e dolorosi strascichi.