Colpo di scena
Garlasco, rispunta il generale Garofano convocato in Procura: la mossa a sorpresa dei pm prima della svolta e lo scoop del Tg1
Clamoroso retroscena sull'omicidio di Chiara Poggi: la Procura di Pavia sente gli ex vertici del Ris prima di chiudere l'inchiesta su Sempio. Rilievi scientifici, calzata delle scarpe e profili psicologici: gli ultimi atti istruttori prima della probabile richiesta di rinvio a giudizio del nuovo indagato
Caso Garlasco, una storia infinita ma nell’accezione più improbabile e inquietante della definizione. A un passo dalla meta giudiziaria del 28 settembre – data fissa per la chiusura degli atti della nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi del 13 agosto 2007 – la Procura di Pavia firma l’ennesimo capitolo di una saga legale e investigativa che sembra non finire mai. Poco fa, un’anticipazione del Tg1 ha svelato la mossa a sorpresa degli inquirenti: l’audizione dell’ex generale Luciano Garofano, volto storico del Ris di Parma, insieme ad altri ex ufficiali che nell’estate del 2007 effettuarono i primissimi rilievi nella villetta di via Pascoli.
Caso Garlasco, nuovi accertamenti a tre giorni dalla chiusura delle indagini
Secondo quanto riporta il Tg1, fra gli ultimi atti istruttori a sorpresa, la procura di Pavia ha sentito Luciano Garofano, ex generale del Ris di Parma, e alcuni ufficiali del Ris che nel 2007 indagarono sull’omicidio di Chiara Poggi. Secondo quanto riferito dal Tg1, Garofano è stato ascoltato come persona informata sui fatti per circa 90 minuti e in precedenza sono stati ascoltati anche altri ufficiali di allora del Ris che collaborarono alle indagini.
Garofano, ascoltato come persona informata sui fatti per circa 90 minuti, è stato per un periodo anche consulente della difesa di Andrea Sempio, il 37enne oggi iscritto nel registro degli indagati. Il riserbo attorno al fittissimo colloquio è massimo, ma la sensazione è che i magistrati abbiano voluto riesaminare punto per punto la qualità scientifica del materiale raccolto ormai diciannove anni fa.
Massimo riserbo sul contenuto di questo interrogatorio che arriva in un momento cruciale delle indagini alla vigilia della chiusura delle indagini. La scadenza fissata è quella del 28 settembre. Mancano appena tre giorni alla consegna degli atti. Non si escludono approfondimenti sulle indagini scientifiche del 2007 al centro dei nuovi accertamenti della Procura di Pavia.
Le accuse della Procura: impronta 33, Dna e movente al centro dell’inchiesta
Secondo chi indaga Sempio avrebbe ucciso a sorella dell’amico d’infanzia Marco, colpendola più volte «con un oggetto contundente»: «Almeno 12» le ferite sul cranio e al volto, inferte per «motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale».
Per gli inquirenti, Sempio avrebbe visto video intimi di Chiara Poggi e del fidanzato Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere come il solo autore del delitto, custoditi in una pendrive. Al centro dell’accusa della Procura anche l’orma della mano destra, la cosiddetta “impronta 33” sulla parete delle scale, dove fu ritrovata senza vita la ventiseienne e il suo Dna sulle unghie della vittima durante la lite.
Il nodo delle consulenze
E ancora. L’audizione degli ex vertici dell’Arma si intreccia con l’imminente deposito delle quattro consulenze chiave disposte dai magistrati. E, di nuovo, sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti di Pavia torna l’ormai celebre campionamento del Dna estratto da sotto le unghie di Chiara Poggi, riaffidato alle analisi del genetista Carlo Previderè.
Le misurazioni sull’impronta della “scarpa Frau insanguinata”
Ma non solo: a fare da spartiacque ci sono le misurazioni antropometriche curate da Cristina Cattaneo per fare chiarezza sulla famigerata “impronta di scarpa Frau” insanguinata. E l’analisi dell’impronta a pallini lasciata sul pavimento. Sulla calzata delle calzature di Sempio – che all’epoca dichiarava il 44 contro un 42-43 riscontrato anni dopo dagli investigatori – si gioca infatti una fetta cruciale del nuovo castello accusatorio.
Garlasco, un caso aperto
Intanto, in attesa dell’enigmatico capitolo psichiatrico affidato a Roberto Catanesi (basato solo su diari, intercettazioni e uscite pubbliche dopo il “no” dell’indagato al colloquio diretto), la Procura si avvia a notificare l’avviso di chiusura indagini, prodromico a una possibile richiesta di rinvio a giudizio per Sempio che ormai i più danno per scontata (e non solo tra gli addetti ai lavori)…
Una mossa che aprirà presumibilmente ai venti giorni a disposizione della difesa per depositare le proprie contromisure tecniche. A distanza di quasi due decenni, dunque, il giallo di Garlasco dimostra così che la ricerca della verità non può e non deve conoscere prescrizione. Né darsi per scontata. Anzi, coi riflettori riaccesi e puntati su una vicenda tragica ancora in attesa di risposte certe e di un finale giudiziario tornato da mesi in discussione, l’opinione pubblica che segue con trepidazione la vicenda da molti anni si aspetta una parola definitiva su uno dei cold case più misteriosi della cronaca italiana…